Rassegna stampa formazione e catechesi

Non subire gli eventi

Il messaggio di Quaresima del priore della comunità di Taizé

Pubblichiamo il messaggio di Quaresima del priore della comunità di Taizé, dedicato al diffondersi della pandemia causata dal coronavirus.

Mentre proseguiamo il cammino verso la Pasqua, cresce in tutto il mondo l’inquietudine di fronte alla diffusione del coronavirus. A Taizé, date le circostanze, sembra che per la prima volta probabilmente trascorreremo la Settimana Santa e le celebrazioni pasquali senza visitatori. Abbiamo chiesto alle persone già iscritte di rinviare la loro visita ed abbiamo chiuso la chiesa della Riconciliazione. Continuiamo la nostra vita di preghiera e di lavoro, «distanti da tutti ma uniti a tutti». Siamo convinti che l’intercessione ci mantiene uniti con molte altre persone in tutto il mondo. Per telefono o con internet, riceviamo molte notizie di coloro che affrontano la stessa sfida in differenti parti del mondo. Alcuni dei nostri fratelli vivono o stanno viaggiando in Corea, e in diversi paesi. I nostri fratelli cinesi, in contatto da qui con le loro famiglie, seguono con attenzione ed emozione gli sviluppi dell’epidemia fin dal suo inizio.

Al di là delle precauzioni e dei necessari cambiamenti di vita che la situazione richiede, questa crisi sanitaria, eccezionale quanto inattesa, ci interpella profondamente. Innanzitutto sentiamo in noi sofferenza e angoscia per le vittime, i malati, le loro famiglie e tutti coloro che sono gravemente colpiti dalle sue conseguenze economiche. Tutti vengono ricordati nella nostra preghiera. Vogliamo anche esprimere gratitudine ed ammirazione per le donne e gli uomini impegnati con tutte le loro energie nella cura delle persone colpite. In questi difficili momenti, come non interrogarci: cosa si aspetta Cristo da noi? Il Risorto che raggiunge i discepoli sconfortati attraversando le porte chiuse, cosa ci offre, cosa ci chiede oggi? Nella difficoltà del momento, secondo le parole di fratel Roger, «non subire gli avvenimenti ma, in Dio, costruisci con loro».

Camminare seguendo Cristo ci porta a vivere la conversione, ad allontanarci dall’oscurità e rivolgerci verso la luce del Risorto. Giorno dopo giorno, non lasciamoci scoraggiare da paure, rabbia, rimpianti, confusione, dall’oscurità che spesso pretende di coprire tutto il mondo e monopolizzare la nostra attenzione. Restiamo invece uniti, nel più profondo dei nostri cuori, alla sorgente della pace che vive nonostante tutto. Mentre le misure contenitive e di precauzioni sanitarie si moltiplicano per ostacolare il contagio, prendiamoci cura del tesoro delle relazioni umane. Curiamo i contatti, attraverso una chiamata telefonica, un messaggio di amicizia, con i più isolati, soprattutto le persone anziane, quelle più fragili. Nei prossimi giorni vorremmo creare e diffondere iniziative concrete per vivere una solidarietà spirituale. Ogni sera, alle 20.30, orario dell’Europa occidentale, una preghiera con un piccolo gruppo di fratelli sarà trasmessa dalla nostra casa sul social network. Tutti coloro che lo desiderano possono inviarci intenzioni di preghiera.

Come dice san Paolo ai Romani: «Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? (...) Io sono infatti persuaso che nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore» (Romani, 8, 35.38-39).

di fratel Alois


© Osservatore Romano - 25 marzo 2020


Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.