Juan Jose OmellaA cura di P. Pietro Messa, ofm

Al cardinale Juan José Omella – arcivescovo di Barcellona – papa Francesco ha assegnato il titolo della diaconia di Santa Croce in Gerusalemme nel concistoro pubblico del 28 giugno 2017.

Tale titolo ben si confà a colui che è stato definito come “il Cardinale di Raimondo Lullo”: infatti quest’ultimo ebbe una conversione proprio in seguito dell’apparizione del Crocifisso mentre era tutto intento a scrivere poesie d’amore, come è scritto e illustrato nel Breviculum, ossia nel codice della biblioteca statale di Karlsruhe (Germania) in cui mediante dodici miniature di gran lusso Thomas le Myésier, un discepolo del maiorchino Raimondo che era medico alla corte francese, fece illustrare la Vita Coetanea, cioè l’autobiografia dettata nel 1311 da Lullo stesso a pochi anni dalla morte. Proprio la prima miniatura raffigura la conversione di Lullo con la seguente nota esplicativa.

Dunque, mentre Raimondo si trovava in giovane età ed ancora pienamente immerso nel suo vano libertinaggio e nella vanagloria, sebbene di buona indole e intelligenza sottile, un giorno, davanti al suo letto, iniziò a scrivere una cantilena, che componeva per amore di una dama, che amava di amore effimero, e nel momento in cui voleva scriverla, apparve, a destra e davanti ai suoi occhi, la figura e l’immagine di un uomo crocifisso, tanto che cominciò a riflettere tra sé su cosa ciò potesse significare. E lasciando da parte quei pensieri, si rivolse nuovamente a scrivere la cantilena; subito riapparve il crocifisso più grande di prima, più sanguinolento e maggiormente carico di piaghe. Allora, Raimondo ha cominciato a pensare che c’era certamente una ragione per tutto ciò, però prendendo la cosa alla leggera, si è messo a scrivere la cantilena ed il crocifisso è apparso nuovamente, sempre più grande e più terribile. Colpito dal terrore, dopo la quinta apparizione, Raimondo si è coricato a letto passando l’intera notte a riflettere sul senso di queste apparizioni ripetute così tante volte. In certi momenti il suo spirito e la sua coscienza gli dettavano che avrebbe dovuto abbandonare al più presto il mondo per poi seguire il signore Gesù Cristo con tutto il cuore. Ma allora, la sua coscienza prostrata lo accusava di essere indegno di servire il Cristo. Ha passato così una notte insonne e tormentata, a momenti proseguiva il suo dialogo interiore ed in altri pregava dio attentamente. Infine, illuminato dal Padre della luce (Giacomo 1,17) ha pensato alla mansuetudine del Cristo, alla sua pazienza alla misericordia che ha mostrato e che mostra ancora verso certi peccatori. È allora che ha infine capito senza il minimo dubbio che Raimondo dovrà abbandonare il mondo e in seguito servire il Cristo con tutto il cuore. 

Per un approfondimento cfr. 

http://www.frammentidipace.it/juan-jose-omella-cardinale-raimondo-lullo/

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