Rassegna stampa formazione e catechesi

La santa di Chiara d’Assisi: Agnese vergine e martire

Agnese e ChiaraA cura di P. Pietro Messa, ofm

Chiara d'Assisi nella Lettera quarta ad Agnese di Boemia scrive: «[…] gioisco con la tua carità ed esulto con te nel gaudio dello spirito, o sposa di Cristo, poiché, disprezzate tutte le vanità di questo mondo, come l'altra santissima vergine santa Agnese ti sei mirabilmente sposata all'Agnello immacolato, che porta su di sé i peccati del mondo (in Fonti francescane, 2900).

Agnese martire è "la santa" di Chiara d'Assisi: infatti nei suoi scritti non solo è menzionata ma  attinge citazioni e reminiscenze dall'ufficio del 21 gennaio riconoscendosi in ciò che la liturgia afferma della vergine. Ciò lo compresero molti artisti che fin dai primi secoli raffigurarono santa Agnese romana come la “compagna di viaggio8.2 S. Chiara con visione celestiale Nationalmuseum Nürnberg” per eccellenza di santa Chiara. Ad esempio una miniatura di metà del secolo XIII attribuita al "Maestro tedesco meridionale" conservata presso il Domschatzmuseum di Regensburg raffigura l'incoronazione della Vergine Maria da parte di due angeli mentre ai lati vi sono sant'Agnese con la palma del martirio e santa Chiara con la lampada accesa, quale reminiscenza della parabola evangelica delle vergini sagge che attesero lo Sposo (Mt 25,1-13). Il manoscritto liturgico di fine del Trecento del Walters Art Museum di Baltimore – segnatura W.45 – alla carta 191r, mentre nella miniatura dell'iniziale posta in alto raffigura la Trinità, nella riga finale in basso illustra a sinistra san Francesco intento a predicare agli uccelli e a destra le sante Agnese e Chiara volte l'una verso l'altra quasi a mostrarsi reciprocamente i rispettivi simboli ossia l'agnello e l'ostensorio a forma di tabernacolo. Proveniente dal monastero delle clarisse di Norimberga è un’opera di metà del secolo XIV la cui scena centrale mostra in alto Gesù e Maria che incoronano santa Chiara mentre in basso la visione da parte dell’Assisiate, ormai prossima alla morte, della Vergine Maria accompagnata da sante vergini; tra quest’ultime sant’Agnese – con ai piedi il simbolo proprio cioè un piccolo agnello – ha un posto d’eccellenza ossia alla destra e non distante dal volto. 10.7 Fieschi Hours betw. 1276 and 1300 that place her there Baltimore Walters Art Museum Ms. W.45 fol. 191r

Tutto ciò attesta ulteriormente – se ce ne fosse ancora bisogno – quanto la liturgia sia stato uno dei luoghi privilegiati nella formazione del pensiero e spiritualità di Chiara e nella comprensione di ciò strumento imprescindibile è il volume Franciscus liturgicus (Editrici Francescane, Padova 2015) con la sua ampia introduzione e i successivi testi. Parafrasando un detto popolare – dimmi con chi vai e ti dirò chi sei – si può affermare che in base anche alla devozione per qualche santo particolare si coglie la spiritualità di una determinata persona e nel caso specifico di Chiara d’Assisi la venerazione in questione è proprio quella di sant’Agnese romana. Questo compresero più o meno esplicitamente coloro che vollero che accanto alla santa d’Assisi fosse raffigurata Agnese vergine e martire.

Pietro Messa

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