Rassegna stampa formazione e catechesi

La preghiera rende liberi

vaticano - piazza san pietroL'invito ai cattolici tedeschi per una nuova partenza missionaria nell'obbedienza e nella fiducia
 La preghiera aiuta a superare ogni forma di schiavitù, a liberarsi dalle contraddizioni, e consente di vivere l'autentica libertà dei figli di Dio. In poche parole "la preghiera ci rende liberi". Dalle lettere di san Paolo Benedetto XVI ha tratto spunto questa mattina, mercoledì 16 maggio, per proporre ai fedeli riuniti in piazza San Pietro per l'udienza generale una riflessione sulla forza della preghiera, "respiro quotidiano della nostra anima", per affrontare la "nostra debolezza e trasformarci da uomini legati alle realtà materiali in uomini spirituali".
Una riflessione resa necessaria dalla constatazione che spesso l'uomo di oggi, come diceva san Paolo per il suo tempo, non sa come pregare in modo conveniente. "Vogliamo pregare - ha detto il Papa - ma Dio è lontano, non abbiamo le parole, il linguaggio per parlare con Dio, neppure il pensiero. Solo possiamo aprirci e mettere il nostro tempo a disposizione di Dio, aspettare che Lui ci aiuti a entrare nel vero dialogo". È qui che interviene lo Spirito Santo, il quale, ha spiegato il Pontefice, capisce la debolezza umana e se ne fa quasi interprete per far capire a noi stessi e a Dio ciò che vogliamo dire.
Evidentemente, ha spiegato ancora Benedetto XVI, la preghiera non ci esime dalle sofferenze ma ci aiuta a viverle in comunione con quelle di Cristo. E così mette in condizione di superare ogni schiavitù, come quella del male appunto, vivendo "l'autentica libertà dei figli di Dio". Ma, ha puntualizzato il Papa insistendo sull'insegnamento dell'apostolo, non è la nostra volontà a liberarci, come non è la legge a farlo: è lo Spirito Santo. La libertà che ci fa conquistare, ha specificato, non ha nulla a che vedere "con il libertinaggio né con la possibilità di fare la scelta del male", perché "è frutto dello Spirito che è amore". E questa è "la vera libertà".
Rivolgendosi successivamente ai gruppi di fedeli presenti, Benedetto XVI ha salutato e incoraggiato la Caritas internationalis. Quindi ha lanciato un appello affinché le famiglie siano sostenute dal lavoro e aiutate ad aprirsi alla vita.
Intanto, nel pomeriggio si è aperta a Mannheim la novantottesima edizione del Katholikentag, la tradizionale riunione dei cattolici tedeschi, ai quali il Pontefice si è rivolto con un messaggio per invitarli a intraprendere "l'avventura di una nuova partenza" da vivere "nell'obbedienza e nella fiducia" in Dio. "Il contributo di tutti i battezzati alla nuova evangelizzazione - ricorda il Papa nel messaggio - è irrinunciabile".

(©L'Osservatore Romano 17 maggio 2012)

Udienza generale 16 maggio 2012

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