Rassegna stampa formazione e catechesi

La paternità negata ai padri è un delitto

pietra angolare testata dangoloDopo che il papà di Alfie, Thomas, con l’inscindibile apporto e supporto di Katie, Mamma del piccolo martire, ha scritto all’Arcivescovo di Liverpool non avendo alcuna risposta e nel contempo ricevendo, assieme a noi tutti un comunicato algido, impersonale, senza firma dai Vescovi UK appare chiaro come il problema della legislazione inglese, in questo specifico caso, con il Best Interest, è un problema di abuso, non solo della ragione, del Diritto Naturale e della vita, ma anche della paternità.

Di solito i dualismi non sono mai letture adeguate e spesso sono semplificazioni psichiche di cui abbiamo bisogno per ribadire nettamente che il male non siamo noi ma è fuori di noi.

Qui purtroppo, anche se non volessimo, appare stridente e chiaramente dualistico l’atteggiamento e l’esercizio della paternità tra quella del Santo Padre e quella dei Vescovi UK. Ci duole dirlo. Dove l'uno è pastore gli altri sono assenti, ripetendo la mancanza di appartenenza di Caino nei confronti di Abele.

Certo la paternità, come tale, come “luogo” alla desatellizzazione, aiuta e porta (per provata esperienza di cammino e vocazionale, quindi per maturità umana) a “tagliare” ed alla trascendenza. E la mancanza di padri nella nostra epoca è proprio il dramma che essa vive di immanentismo forzato e reiterato, quasi glorificato in una sorta di femminilismo macchiettistico, persino linguistico. Questo negare la paternità porta a non cercare più il trascendente ed a cadere sia nello svilimento del femminile che del maschile, negando ogni anelito alla trascendenza. Vero destino di ogni uomo e di ogni donna.

Ma nei Vescovi UK e nell’arcivescovo di Liverpool non vi è una sana desatellizzazione ma una assenza che si mischia con la visione peggiore del maschile, quella della deresponsabilizzazione. Sia nell’ottica di un valore che nell’ottica della pastorale. Perché il Best Interest, per sola logica di ragione e di diritto, andava criticato, sia nei prodromi che nell’attuazione. Le cose non capitolano senza connivenze previe. Sia perché il maschilismo inteso come autoritarismo prepotente, ed è il caso della legislazione inglese in questo caso, si coniuga con quell’immanentismo femminile che riduce tutto alla reificazione, all’essere “cosa, prodotto”. Ci si deve chiedere, ad ampio respiro, cosa distingue il maschilismo dal femminismo in queste dimensioni stataliste e prepotenti. Tutt’altro che liberanti e chiaramente disumanizzanti.

E così, purtroppo abbiamo di nuovo una sorta di Pietra Angolare scartata.
Thomas, a cui è negata la paternità, unita strettamente alla maternità del coniuge Katie, subisce una sorta di evirazione e la vecchia esecuzione inglese “Hanged, drawn and quartered” si ripresenta in una nuova forma raffinata. Per cui viene negata la paternità all’unico che la rispetta nella dignità e nell’esercizio e viene formalmente conservata a coloro che l’hanno seppellita in nome dell’obnubilamento conveniente, in dispregio del Vangelo, del Diritto naturale e della recta ratio.

Ma anche questo non rimarrà senza frutto e senza richiamo e rimprovero per i reprobi.

Tutti speriamo vivamente in un miracolo di rinsavimento e di cambio di questa situazione e lo accompagnamo con la preghiera e con il digiuno senza sentirci migliori di nessuno ed anche noi bisognosi di salvezza e di conversione, sia alla maternità che alla paternità responsabile e feconda.

Con Pietro che ha voluto questa cordata orante. E siamo in questo com-partecipi.

Però, comunque vada, il martirio di questo piccolo e dei suoi genitori salverà anche i suoi persecutori e, speriamo vivamente, anche l’Inghilterra dai suoi deliri.
Celebrare i santi ed i martiri senza metanoia significa accodarsi a coloro che hanno disprezzato la paternità e la maternità così abbondantemente profusa, come grazia incisiva e scardinante, in questo specchietto di tempo, in questa vicenda. Vicenda gravida e significata dalla Domenica del Buon Pastore, IV domenica di Pasqua.

Riconoscere l’Eternità che si fa storia nella vita dei fratelli e delle sorelle, con tutto il carico di dolore e di travaglio, è vivere nella Sapienza.

Paul Freeman

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