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Rassegna stampa cattolica

sr Maria Lanceata MorelliIl giubileo indetto da papa Francesco è anche un’occasione per riscoprire innumerevoli figure che lungo la storia hanno vissuto la misericordia. Tra esse vi è anche suor Maria Lanceata Morelli di cui il cardinale José Saraiva Martins, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi, ha scritto il seguente profilo come presentazione al libretto Suor Maria Lanceata Morelli di Montecastrilli. Una vita santa tra umiltà e ubbidienza (Velar, Gorle 2015).

Dalla piacevole lettura della storia di suor Maria Lanceata Morelli, splendidamente e appassionatamente delineata dall’ing. Sergio Bini, emerge il ritratto di una donna straordinaria, di rara bellezza soprannaturale. È proprio nel suo nome di consacrata, Maria Lanceata, che si condensano e si sviluppano la sua esperienza esistenziale e il suo progetto di vita: la Madre del Signore, nel momento drammatico di suprema sofferenza e oblazione ai piedi della croce, viene da lei scelta come modello in cui immedesimarsi e la profezia dell’anziano Simeone, della spada-lancia che trafiggerà l’anima della Vergine Maria, è vissuta dalla pia clarissa finanche fisicamente nella carne.

Suor Maria Lanceata si presenta così a noi uomini e donne del terzo millennio come esempio di purezza e di umiltà, di mitezza e di fortezza, di abnegazione e di pietà orante. Ed ecco la sorpresa! La monaca contemplativa e mistica, chiusa tra le quattro mura di un convento di clausura, si distingue non solo per un profondo e tenero amore per Dio Trinità, ma soprattutto per la delicata, concreta ed efficace carità verso il prossimo. Descrivendo la ricca personalità di suor Maria Lanceata, nota con acuta sapienza evangelica il suo primo biografo fra’ Michele da Papigno: “Basta che l’amor di Dio regni in un’anima, che l’amor del prossimo ne viene in conseguenza. Come l’effetto procede dalla sua causa, il rivo dal suo fonte, così l’amore del prossimo da quello che si ha verso Dio”: la Serva di Dio esercitò eroicamente la carità in due “campi”: l’anima e il corpo. Riguardo alla prima, ella si consumò nella preghiera e nella penitenza per la conversione, la salvezza e la santificazione di tutti, principalmente dei peccatori più incalliti; la sua orazione di intercessione, poi, era richiesta da tanta gente che nel sentirsi sempre benevolmente accolta intuiva la speciale confidenza tra Suor Maria Lanceata e il Signore. Riguardo alla seconda, sottolinea il biografo: “Il campo più vasto, più ubertoso in cui spiccò a maraviglia la carità della Serva di Dio, furono certamente le inferme... Ogni volta che cadeva malata qualche sorella, con pietoso affetto qual madre verso del proprio figlio, si doleva, compativa il di lei male: l’animava alla pazienza, la confortava in tutti i suoi bisogni. Ed in tutte le visite la consolava non poco; sembrava per così dire, non avessero le inferme alcuno incomodo, quando essa si trovava presente”. Mi colpisce e mi affascina l’aspetto creativo della carità di questa singolare clarissa che non si ferma alla consolazione e all’umile servizio diretto verso chi soffre, ma va oltre cercando anche nell’arte farmaceutica rimedi naturali elaborando con dedizione e competenza medicamenti e prodotti galenici sia per uso interno alla comunità sia per i tanti malati che, conoscendo le capacità curative di suor Maria Lanceata, accorrevano numerosi e fiduciosi alle porte del convento, in un’epoca in cui ospedali e cure mediche non erano per tutti.

Riflettendo su questa meravigliosa vita piena di fede, di speranza e di carità, non ho potuto fare a meno di ricordare un famoso e simpatico aneddoto che ha per protagonista San Filippo Neri: un giorno questi era stato inviato dal Papa per verificare la fama di santità di una monaca. Il buono e arguto Filippo si recò al convento in una giornata di pioggia torrenziale e alla portineria chiese di tal monaca. Quando ella si presentò con aspetto mistico e sostenuto, Filippo seduto le porse i suoi piedi chiedendo alla stupefatta monaca di pulirgli le scarpe dal fango. La religiosa indispettita, altezzosamente si rifiutò e cacciò via l’“esaminatore” che da parte sua aveva ben compreso che la mancanza essenziale di umiltà e di spirito di servizio negavano decisamente la presunta perfezione spirituale della monaca. Ecco: se San Filippo Neri si fosse recato invece a trovare suor Maria Lanceata, sarebbe rimasto – ne sono più che convinto – emozionato, ammirato, edificato da quella minuta clarissa, un gigante nella carità e nell’umiltà! Mi auguro perciò che questa bella pubblicazione possa diffondere la conoscenza e l’imitazione della preziosa figura di suor Maria Lanceata.

Per un approfondimento cfr.

http://www.zenit.org/it/articles/suor-maria-lanceata-morelli-quando-la-misericordia-diventa-abitudine