Rassegna stampa formazione e catechesi

La festa della Dormizione della Madre di Dio nella tradizione bizantina

assunta Guido Reni bianco e nero
Oggi 
la fonte della vita è deposta in un sepolcro

di Manuel Nin

La tradizione bizantina celebra come una delle dodici grandi feste la Dormizione della Madre di Dio, il giorno 15 agosto, la celebrazione della sua morte e del suo transito glorioso dalla terra al cielo. I testi della festa hanno un senso mistagogico e catechetico molto forte; infatti, la liturgia è sempre un maestro nella fede dei fedeli, essa è impregnata di elementi che gli istruiscono nelle verità della fede. La presenza della Madre di Dio scandisce i diversi momenti dell’anno liturgico delle Chiese di tradizione bizantina: la prima grande festa nel ciclo liturgico è quella dell’8 settembre cioè la Nascita della Madre di Dio, e l’anno liturgico si chiude appunto con la festa odierna della sua Dormizione e la sua piena glorificazione in cielo. Vorrei mettere in risalto alcuni aspetti teologicamente rilevanti che troviamo in alcuni dei tropari della festa.

Nei testi liturgici troviamo sempre delle immagini contrastanti che assumono una forza speciale nel mettere in evidenza, nel sottolineare, per via di opposizione, la vera e propria comunione, unione tra le realtà terrestri e quelle celesti, e così presentano il sepolcro come luogo di vita, la tomba come scala per il cielo: il luogo di morte e di chiusura diventa luogo di vita e di salita verso l’alto. Troviamo volutamente anche un parallelo tra le immagini possiamo dire “pasquali” riferite a Cristo e quelle in riferimento alla Madre di Dio: “O straordinario prodigio! La fonte della vita è deposta in un sepolcro, e la tomba diviene scala per il cielo. Rallégrati, Getsemani, santo sacrario della Madre-di-Dio. Acclamiamo, o fedeli, con a capo Gabrie­le: Gioisci, piena di grazia, con te è il Signoreche tramite te elargisce al mondo la grande miseri­cordia. Un altro dei tropari del vespro paragona il grembo di Maria che ha partorito il Figlio, al cielo che accogliendola apre a sua volta il proprio grembo: “Oggi, infatti, il cielo apre il suo grembo per ricevere colei che ha partorito colui che l’universo non può contenere; e la terra, consegnando la fonte della vita, si abbiglia di benedizione e decoro. Gli angeli fanno coro insieme agli apostoli, fissando pieni di timo­re colei che ha partorito l’autore della nostra vita mentre passa da vita a vita”.

       La festa della Dormizione della Madre di Dio è presentata nei testi liturgici e nelle rappresentazioni iconografiche come una vera e propria Divina Liturgia celebrata da Cristo, concelebrata dagli angeli e dagli apostoli, che ha come altare il letto funebre di Maria che viene portata al sepolcro, ed accolta nella gloria da Cristo stesso. Uno dei tropari del vespro mostra questa celebrazione liturgica del transito di Maria alternando le immagini e i “concelebranti” terrestri a quelli celesti: “Gli apostoli teòfori, portati su nubi per l’aria da ogni parte del mondo, a un cenno del divino pote­re, giunti presso il tuo corpo immacolato origi­ne di vita, gli tributavano le più calde manifesta­zioni del loro amore”. I primi concelebranti ad iniziare la liturgia sono gli apostoli stessi che accorrono a venerare il corpo di Maria, che è fonte, origine di vita, di Colui che è la vita. “Le supreme potenze dei cieli, presentan­dosi insieme al loro Sovrano, scortano piene di timore il corpo puris­simo che ha accolto Dio; lo precedono in ascesa ul­tramon­dana e, invisibili, gridano alle schie­re che stanno più in alto: Ecco, è giunta la Madre di Dio, regina dell’u­ni­verso”. Le schiere celesti diventano anche concelebranti della liturgia, scortando, portando in alto, offrendo con le loro mani angeliche il corpo e l’anima di Maria a Colui che ne riceve l’offerta. Il tropario prosegue con la citazione del salmo 23: “sollevate le porte…”, un testo salmico che troviamo anche citato molto spesso nell’Ascensione di Cristo, e che è stato letto dalle tradizioni liturgiche e patristiche in chiave chiaramente cristologica e nella liturgia odierna anche mariologica. E, sempre il testo liturgico, prosegue con l’elenco dei doni ricevuti attraverso la Madre di Dio, colei che è Madre della luce, attuazione della salvezza: “Sollevate le portee accoglietela con onori degni del regno ultramondano, lei che è la Madre dell’eterna luce.Grazie a lei, infatti, si è attuata la salvezza di tutti i mortali. In lei non abbiamo la forza di fissare lo sguardo, ed è impossibile tribu­tarle degno onore. La sua sovreminenza eccede infatti ogni mente”. Il tropario si chiude con una preghiera a Maria affinché diventi sempre colei che intercede per il popolo, la Chiesa: “Tu dunque, o immacolata Madre-di-Dio, che sempre vivi insieme al tuo Re e Figlio apportatore di vita, incessantemente intercedi perché sia pre­ser­vato e salvato da ogni attacco avverso il tuo popolo nuovo: noi godiamo infatti della tua protezione, e per i secoli, con ogni splendore, ti proclamiamo beata”. Infine, a livello musicale nella celebrazione del vespro della festa, questo è un tropario che alterna gli otto toni musicali della tradizione bizantina che dividono a loro volta il testo liturgico in otto parti, cantando ognuna di queste parti in un tono diverso, dal primo al quinto, dal secondo al sesto, dal terzo al settimo e dal quarto all’ottavo, riprendendo il primo alla fine.

         Un altro dei tropari del vespro, attribuito a san Giovanni Damasceno (+749), situa in modo bello e profondo il mistero della morte e glorificazione di Maria all’interno del mistero stesso di Cristo: “La sposa tutta immacolata e Madre del beneplacito del Padre, colei che da Dio è stata prescelta come luogo della sua unione senza confusione, consegna oggi l’anima immacolata a Dio Creatore: l’accolgono in modo divinamente degno le schiere degli incorporei, e viene trasferita alla vita colei che è veramente Madre della vita, lampada della luce inaccessibile, salvezza dei credenti e speranza delle nostre anime”.

Fonte: http://manuelninguell.blogspot.com/2022/08/dormizione-della-madre-di-dio-rallis.html


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