Rassegna stampa formazione e catechesi

La donna all'interno del vissuto ecclesiale alla luce di Maria

nativita di mariaOmelia per la natività della Beata Vergine Maria 8 settembre 2020

Carissimi.
Mi sono chiesto quale possa essere quest'anno il "Sitz im Leben" della nostra riflessione per questa bellissima circostanza della "Madona dei Oto", per questa bellissima festa della nostra Signora Madre della Misericordia, titolo aggiunto alle litanie lauretane proprio poche settimane fa, in tempo di pandemia, ma anche di crisi nella Chiesa, per vari fattori, diciamo così. Ebbene quella della donna è una questione che continua ad animare molto spesso i dibattiti all’interno della Chiesa. Si cerca ancora un modo concreto per valorizzare la figura della donna all’interno del vissuto ecclesiale. Giovanni Paolo II ha dedicato la  Mulieris Dignitatem  proprio a questo tema, ma egli è stato anche il Papa che ha chiuso in maniera definitiva la possibilità di accesso al sacerdozio per le donne. "Cosa pensa a questo riguardo?" chiese l'intervistatore a Papa Francesco, nel libricino scritto a due mani dal titolo "San Giovanni Paolo II Magno". 

Il Papa così risponde: «Molto spesso, quando mi viene posta la questione del sacerdozio femminile, io dico che non soltanto sono d’accordo con Giovanni Paolo II, ma che la questione non è più in discussione, perché il pronunciamento di Giovanni Paolo II è stato definitivo. Quello che secondo me però a volte dimentichiamo, è che leggiamo la questione femminile  e la questione del sacerdozio in termini funzionali, dimenticando che, in termini invece di importanza, Maria ha un ruolo e una dignità superiore a quella degli apostoli. 
Ad esempio, - continua Papa Francesco - tra le poche cose che mi sono fatto portare dall’Argentina dopo la mia elezione a Papa, c’è la copia del documento di Giovanni Paolo II a me molto caro, la  Redemptoris Mater . In questo documento, al numero 17, c’è un’espressione che mi tocca così profondamente che l’ho voluta includere nell'Esortazione  Evangelii Gaudium . Maria è colei che sa leggere gli avvenimenti con la promessa di Dio, attraverso la luce della promessa della storia della salvezza. 
Ella cerca di interpretare ciò che le è successo in mezzo alle contraddizioni, alle prove, usando la luce della fede. Giovanni Paolo II nella  Redemptoris Mater dice che Maria ha una particolare fatica del cuore. Dice testualmente Giovanni Paolo II: La madre di quel Figlio, dunque, memore di quanto le è stato detto nell’ annunciazione e negli avvenimenti successivi, porta in sé la radicale “novità” della fede: l’inizio della Nuova Alleanza. È questo l’inizio del Vangelo, ossia della buona, lieta novella. Non è difficile, però, notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorta di “notte della fede” – per usare le parole di san Giovanni della Croce –, quasi un “velo” attraverso il quale bisogna accostarsi all’Invisibile e vivere nell’ intimità col mistero. È infatti in questo modo che Maria, per molti anni, rimase nell’intimità col mistero del suo Figlio, e avanzava nel suo itinerario di fede, man mano che Gesù “cresceva in sapienza.. e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2,52). La lezione della donna è questa: la lezione di Maria. La donna è colei che riesce a fare spazio ad attraversare la notte e a fidarsi del giorno quando ancora il giorno è lontano. Solo una donna riesce a insegnarci un amore fatto speranza.                           
Mi è capitato di dire a una comunità monastica femminile che l’unica lampada accesa del sepolcro è  quella dell’amore pieno di speranza della madre. Infatti, quando tutti sono rassegnati alla morte di Cristo, solo le donne e soprattutto Maria sperano, attendono e diventano così le prime testimoni della resurrezione. Per questo ho voluto ad esempio che Maria Maddalena ricevesse una particolare menzione liturgica e giustamente potesse essere chiamata l’apostola degli apostoli, così come Maria nei secoli è stata riconosciuta come Madre degli apostoli. Di fatto, nel testo degli Atti degli Apostoli, quando si parla della prima comunità cristiana riunita nel cenacolo si fa menzione proprio di lei, che tiene le fila della fragilità dei primi momenti di vita di una Chiesa nascente che impara ad ascoltare, a pregare, a stare in comunione. Quindi, come potrebbe la Chiesa fare a meno di un apporto così significativo? Il ruolo della donna trascende la semplice funzionalità.»


Teniamo presente quest'ultima affermazione pontificia, o carissimi, come frutto di questo incontro con Maria, oggi su questo Sacro Monte a noi caro e preghiamo per la sua realizzazione. 

Sia lodato Gesù Cristo con Maria Madre della Misericordia.   
  
+ Agostino Marchetto, Arcivescovo