Rassegna stampa formazione e catechesi

La bellezza della sinodalità

A cura di P. Pietro Messa, ofm

Bonaventura da Bagnoregio, collocandosi nella posterità di san Francesco d'Assisi, afferma che «la bellezza è un’armonia relazionale di parti ottimamente colorate» come scrive nell’Itinerarium mentis in Deum (L’Abete, Firenze 1963, pp. 49.61-62). 
Tale armonia, venuta meno a motivo del peccato che ha frantumato la persona, è ricostruita grazie all'azione dello Spirito Santo che però non esclude la collaborazione dell'uomo; quest'ultima, ossia l'azione umana, consiste principalmente nella sinodalità. Infatti la ferita del peccato fa sì che ciascuno assolutizzi se stesso oppure si annienta nella omologazione; ciò è un impoverimento personale e comunitario. La sinodalità invece è riconoscere i doni di ciascuno e tenerli assieme anche quando si oppongono; questo è quanto fu vissuto al concilio Vaticano II, continuato da Paolo VI e ora richiamato da papa Francesco quale elemento importante per vivere l'ermeneutica della riforma nella continuità ribadita da Benedetto XVI.
Per un approfondimento cfr. https://www.assisiofm.it/news-la-sinodalit-in-chiara-d-assisi-e-nella-posterit-clariana.html
Cfr. anche Y. Congar, «Quod omnes tangit, ab omnibus tractari et approbari debet», in Revue historique de droit français et étranger 36 (1958), 210-259 scaricabile nel pdf allegato

pdfYves_Congar-Quod_omnes_tangit.pdf


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