Rassegna stampa formazione e catechesi

L'imperativo della contemplazione

Jesus teachesΠοιήσατε τοὺς ἀνθρώπους ἀναπεσεῖν

L'imperativo della contemplazione

Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». (Gv. 6,5-10)

Davanti a situazioni umanamente impossibili Dio invita, imperativamente, all'essere seduti, fermi, attenti, in ascolto. Cioè ad essere pronti a guardare quello che Lui sta per compiere.
Anche l'ascolto ha in sé un moto femminile ed uno maschile.
Quello femminile dell'accoglienza del dono che procede da Dio e quello maschile della custodia fedele e ferma perché quel dono porti frutto.
Femminile e maschile, anche qui complementari e necessari entrambi, perché il miracolo dell'Ergon tou Theou, "dell'opera di Dio", si riveli.


PiEffe


Martedì della II settimana di Pasqua

B. Rolando Rivi, seminarista e martire (1931-1945)

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