Rassegna stampa formazione e catechesi

FromWeb: Il meglio deve ancora venire!

Siamo nel cuore dei “quaranta giorni” durante i quali i discepoli fecero l’esperienza dell’incontro con Gesù “risorto”. Un’esperienza assolutamente inedita. Senza termini di paragone. I discepoli furono destabilizzati in tutti i sensi. Quel “risorto” non era un cadavere rianimato e neppure un fantasma della mente. Non era una regressione del corpo mortale: era — ed è — un oltrepassamento della morte che ti viene incontro dal mondo di Dio. È un’esperienza che non può essere comparata a niente, solo Gesù, appunto, può confermarla. Devi pur sempre credergli, per poterla decifrare. Gesù impiega quaranta giorni di incontri per convincerli. E non è stato facile: ha dovuto dar loro il tempo di assimilare e fare propria la “risurrezione”, o meglio “il risorto”. La fede di quei discepoli si rinfranca — proprio come la nostra — lungo il cammino della sequela del Signore risorto e nel dono dello Spirito vivificante. Lo Spirito di Dio, promesso e inviato da Gesù, nel momento in cui diventa dono del Risorto, cambia la vita. E cambia anche la morte. Il Risorto si presenta ai suoi precisamente con questa testimonianza: la creatura attraverserà la morte e Dio la cancellerà dalla sua vita. 

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