Rassegna stampa formazione e catechesi

Il dovere morale di pagare le tasse

ConcettiP. Pietro Messa, ofm

Il francescano padre Gino Concetti (1926-2008) dal 1960 è stato collaboratore de L’Osservatore Romano, divenendone inviato speciale e redattore per quasi trent'anni, ossia dal1969 al 1996. Più conosciuta è la sua battaglia contro la pena di morte, onde la soddisfazione e il sollievo che gli ha recato il Catechismo della Chiesa Cattolica (ed. tipica 1997), che in materia rispecchia effettivamente la tesi da molto tempo da lui difesa, che risulta ora l’autorevole insegnamento del Magistero meno noto è il suo pensiero e insistenza sul dovere di pagare le imposte e che tale negligenza per un cristiano è un peccato.
 
Negli ultimi mesi di vita disse espressamente che voleva dedicare le sue ultime forze a questa tematica; infatti proprio nel 2008 è apparso il suo libro "Diritto e dovere fiscale nella cultura cristiana" (Roma 2008). 
Se il "Catechismo della Chiesa Cattolica" (n.2240) in modo stringato richiama "l'esigenza morale del versamento delle imposte" nel "Compendio della dottrina sociale della Chiesa" (n. 355) l'illustrazione è più articolata: "La raccolta fiscale e la spesa pubblica assumono un’importanza economica cruciale per ogni comunità civile e politica: l’obiettivo verso cui tendere è una finanza pubblica capace di proporsi come strumento di sviluppo e di solidarietà. Una finanza pubblica equa, efficiente, efficace, produce effetti virtuosi sull’economia, perché riesce a favorire la crescita dell’occupazione, a sostenere le attività imprenditoriali e le iniziative senza scopo di lucro, e contribuisce ad accrescere la credibilità dello Stato quale garante dei sistemi di previdenza e di protezione sociale, destinati in particolare a proteggere i più deboli. La finanza pubblica si orienta al bene comune quando si attiene ad alcuni fondamentali principi: il pagamento delle imposte come specificazione del dovere di solidarietà; razionalità ed equità nell’imposizione dei tributi; rigore e integrità nell’amministrazione e nella destinazione delle risorse pubbliche. Nel ridistribuire le risorse, la finanza pubblica deve seguire i principi della solidarietà, dell’eguaglianza, della valorizzazione dei talenti, e prestare grande attenzione a sostenere le famiglie, destinando a tal fine un’adeguata quantità di risorse".
Se la giustizia è il primo nome della carità certamente il bene comune richiede il pagamento delle tasse, una razionale ed un'equa legislazione al riguardo, un rigore da parte del cittadino e da parte dello Stato che tale mutuo patto sia rispettato con "disciplina ed onore "(Costituzione italiana, 54), senza privazione e dissipazione.



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