Rassegna stampa formazione e catechesi

Ricordati - Il dovere della memoria riguarda l'agire di Dio e la Sua Sapienza

וְזָכַרְתָּShema israel

"Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte." (Dt. 6,4-9)

"Ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato." (Dt. 5,15)

"Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi." (Dt. 8,2)

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Sarebbe cosa assai triste se al posto della memoria dell'agire di Dio mettessimo il dovere della memoria della nostra cattiveria.

Perché la memoria della cattiveria trasforma la croce in un idolo, da adorare, coccolare, accarezzare.

Oppure ci consacra nel voler essere migliori, buoni, a posto.

Mentre la memoria dell'agire di Dio ricorda che, anche nella croce, nello scandalo della croce, dovuta alla cattiveria, propria ed altrui, si può svelare, con la pazienza dello Spirito, una Sapienza.

C'è il rischio che noi, popolo dello Shemà, Shemà che sempre è valido, non cogliamo la Sapienza di Dio che agisce ma solo il nulla di cui è capace il nostro cuore malato e sovente cattivo.

Solo Dio illumina i suoi silenzi e lo fa se entriamo nello spirito autentico dello Shemà.

Perché Egli è il Dio del terzo giorno.


E c'è anche il rischio che non cogliamo la provocazione che ogni abuso sull'uomo, dal concepimento al suo naturale spegnimento, merita la nostra profonda attenzione e lo slegamento generoso, e senza riserve, di tutto l'amore di cui siamo capaci grazie alla semina di Dio nel nostro cuore.

Perché possiamo essere figli, "dei" senza delirio,

solo se umili,

solo grazie a Lui

e alla memoria costante di Lui.

PiEffe