Rassegna stampa formazione e catechesi

Il diavolo e san Francesco

San Francesco e il diavoloP. Pietro Messa, ofm

Il concilio Lateranese IV del 1215 dedica il primo canone alla professione di fede in cui afferma anche: "Il diavolo infatti, e gli altri demoni, da Dio sono stati creati buoni per natura, ma sono diventati malvagi da sé stessi".Tale affermazione fu motivata dalla presenza di gruppi che avevano una visione dualistica della realtà.
 
Francesco d'Assisi recepì tali insegnamenti conciliari e così nei suoi scritti mette in guardia dal diavolo il quale istiga le persone al peccato per renderle propri prigionieri, inganna facendo apparire dolce il peccato e amaro servire il Signore, porta alla perdizione.
Scrive l'Assisiate: "E in qualsiasi luogo, tempo e modo l’uomo muore in peccato mortale, senza fare penitenza e dare soddisfazione, se può farlo e non lo fa, il diavolo rapisce l’anima di lui dal suo corpo, con un’angoscia e tribolazione così grande, che nessuno può conoscerla se non colui che la subisce". 
Onde sfuggire alle suggestioni e inganni del diavolo l'uomo è chiamato a fare penitenza - che per frate Francesco consiste nel fare misericordia (cfr. Francesco il misericordioso, Milano 2018) - e confidare anche nel sostegno dell'arcangelo san Michele.

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