Rassegna stampa formazione e catechesi

Gesù, unico re e pastore di tutti gli uomini

Make Jesus the KingCommento alla Solennità di Cristo Re - Anno A

La Verità è Amore e l'Amore è Verità.

Il giudizio, nell'Amore di Cristo, comincia già ora, nelle piccole e grandi scelte del presente, dell'attimo.
Oggi, deformata nel suo significato primigenio, va tanto di moda l'auto-determinazione. Ebbene è proprio qui che ci richiama il Vangelo alla autodeterminazione nella Signoria di Cristo.
Perché se è vero che Cristo è Re, pastore e giudice è vero che siamo noi che scegliamo, sin da ora, da che parte stare; siamo noi che, in certo qual modo, ci auto-determiniamo.
E Cristo Re che regna nulla toglie a te di te con il suo giogo ma tutto dona a te perché tu sia te stesso, nel Noi della Chiesa e della Santissima Trinità.


Siamo già determinati al bene e alla gioia. Però, per superbia e accidia, possiamo scegliere di illuderci, auto-determinandoci alle scorciatoie illusorie, al peccato, alle spiritualizzazioni e alle mondanità, alla piccineria, alla terribile illusione di salvarci da soli e di darci da soli un'etica, di darci da soli la gioia.

Invece l'unica vera auto-deterrminazione è nella scelta di essere liberamente e consapevolmente di Cristo; anzi l'unica auto-determinazione è riconoscere che già gli apparteniamo e che Egli ci ha riscattati con immenso ed unico Amore non "per scherzo".
Perché il "tu" che tu sei, è stato amato unicamente dall'eternità e per quel "tu" (che non esiste senza il "noi") Cristo regna con la Sua Passione, Morte e Resurrezione.
E ti attira a sé nel seno della Trinità, asceso al Padre. Con Maria, la Madre, discepola e prima dei redenti assunti.


L'auto-determinazione vista in maniera mondana, tanto sponsorizzata dalle correnti relativistiche contemporanee, come una melma soporifera in cui siamo immersi costantemente, è il preludio alla morte eterna, alla dannazione mascherata da libertà.
Il nemico dell'uomo, che è ladro e astuto, sa bene dove ingannarci e usa il criterio buono di persona, del sé, della libertà e della scelta per orientarci alla superbia, nutrirci di illusioni e di stordimenti. Riempendo l'anima di paura e di paure. "Dio non ti ama, non vuole il bene per te", sembra ripetere costantemente in molteplici forme e modi il nemico dell'uomo e di Dio.
Ha sempre fatto così e continua su questa linea programmatica.
È il suo paradigma: il ladrocinio del bene, la truffa del bene e della gioia, l'ingolfamento del sé. Così che l'uomo nell'illusione di auto-determinarsi in realtà si dissipa e si perde, capitolando nella disperazione. Luogo esistenziale tanto caro al nemico.
Noi, imbecilli, ci caschiamo spesso.


Noi che abbiamo ricevuto il dono della fede, auto-determiniamoci al bene, al servizio, al dono incondizionato della Parola e di ogni opera, a servire l'orfano e la vedova, il povero e l'indigente sapendo che facendo un solo servizio serviamo miracolosamente due persone: il fratello e Cristo.
Il fratello nella sua unicità irripetibile; Cristo nella Sua regale presenza.
Anzi serve tre persone; perché chi si dona, senza riserva alcuna, in Cristo, per Cristo, con Cristo e per il fratello, serve inevitabilmente il sé al sé, lo ricostituisce così come era al principio e pensato dall'Eternità (Ef. 1,1ss).
La persona diventa l'inizio del nuovo inizio nella regalità di Cristo. Egli scrive nello Spirito Santo la "parola nella Parola", il sé inizia al "principio".
Ben si potrebbe dire del discepolo: "in Principio".


Auto-determiniamoci sin da ora alla vita vera e tutto quello che non possiamo, che è giustamente al di sopra delle nostre possibilità, chiediamolo a Cristo Re e pastore, senza riserve, senza tentennamenti. Fiduciosi, gioiosi. Non facciamoci trascinare dalla sofferenza e dalla paura; dai fantasmi e dalla debole Speranza.
Ma chiediamo sapendo di avere ottenuto ogni cosa in Lui che tutto ci ha donato. Chiediamo al Re di saper regnare sui nostri fantasmi, le nostre paure e sui nostri deliri. Zittiamo con l'aiuto del Re, il nemico.

Auto-determiniamoci dicendo sempre sì a Dio, come Maria.
Auto-determiniamoci all'umiltà e alla reale consapevolezza di sé.


Se infatti saremo giudicati sull'Amore significa che Egli ci ha reso capaci (e ci rende capaci) di Amore e di servizio. Qui ci possiamo trovare. Qui si trova il sé e il noi, in mirabile ed inesprimibile comunione, come un gemito nello Spirito.

Auto-determiniamoci alla condivisione, dunque; tutto abbiamo ricevuto e tutto doniamo, anzi restituiamo senza paura di perdere ma anzi con la certezza di acquistare per noi e per chi incontriamo, amici e nemici, vicini e lontani, credenti e non credenti, la vera vita: l'eternità con Cristo.

Tutto si pesa qui: nella gioia di stare con Lui, gli uni con gli altri, nel vincolo saldo, caldo e luminoso, della Sua Regale Bellezza.

Paul Freeman

Sant'Andrea, apostolo, festa

S. Andrea Apostolo (festa)

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