Rassegna stampa formazione e catechesi

"Fratelli tutti" e padre Ermenegildo Lio citato in "Gaudium et spes"

Pie pellicane Refettorio Conv. cappuccini di LeonessaPadre Pietro Messa, ofm

L'enciclica "Fratelli tutti" cita due volte la costituzione conciliare "Gaudium et spes" la quale al paragrafo 69 illustrando "i beni della terra e loro destinazione a tutti gli uomini" afferma: "Dio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene all'uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli, e pertanto i beni creati debbono essere partecipati equamente a tutti, secondo la regola della giustizia, inseparabile dalla carità.
Pertanto, quali che siano le forme della proprietà, adattate alle legittime istituzioni dei popoli secondo circostanze diverse e mutevoli, si deve sempre tener conto di questa destinazione universale dei beni. L'uomo, usando di questi beni, deve considerare le cose esteriori che legittimamente possiede non solo come proprie, ma anche come comuni, nel senso che possano giovare non unicamente a lui ma anche agli altri. Del resto, a tutti gli uomini spetta il diritto di avere una parte di beni sufficienti a sé e alla propria famiglia. Questo ritenevano giusto i Padri e dottori della Chiesa, i quali insegnavano che gli uomini hanno l'obbligo di aiutare i poveri, e non soltanto con il loro superfluo. Colui che si trova in estrema necessità, ha diritto di procurarsi il necessario dalle ricchezze altrui. Considerando il fatto del numero assai elevato di coloro che nel mondo intero sono oppressi dalla fame, il sacro Concilio richiama urgentemente tutti, sia singoli che autorità pubbliche, affinché - memori della sentenza dei Padri: 'Dà da mangiare a colui che è moribondo per fame, perché se non gli avrai dato da mangiare, lo avrai ucciso' realmente mettano a disposizione ed impieghino utilmente i propri beni, ciascuno secondo le proprie risorse, specialmente fornendo ai singoli e ai popoli i mezzi con cui essi possano provvedere a sé stessi e svilupparsi".
In corrispondenza della citazione "Pasce fame morientem, quia si non pavisti occidisti" il suddetto testo conciliare cita l'articolo del francescano padre Ermenegildo Lio "Finalmente rintracciata la fonte del famoso testo patristico 'Pasce fame morientem…"' pubblicato nella rivista "Antonianum" 27 (1952), p. 349-366.
Ora padre Ermenegildo Lio è solitamente ricordato in merito alla "Humanae vitae" di Paolo VI (cfr. P. Messa, Padre Ermenegildo Lio al concilio Vaticano II, in Analecta TOR 2021 - in corso di stampa) mentre la sua formazione e studi fu soprattutto su testi medievali inerenti alla destinazione universale dei beni, proprio il tema a cui rimanda l'enciclica "Fratelli tutti" di papa Francesco.

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