Rassegna stampa formazione e catechesi

Eὐθύς , IMMEDIATAMENTE

follow“καὶ ⸀εὐθὺς ἐκάλεσεν αὐτούς. καὶ ἀφέντες τὸν πατέρα αὐτῶν Ζεβεδαῖον ἐν τῷ πλοίῳ μετὰ τῶν μισθωτῶν ἀπῆλθον ὀπίσω αὐτοῦ”
“Ed essi, appena chiamati, immediatamente (senza perdere tempo) lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui e con lui.” (Mc. 1, 20)
La desatellizzazione è fondamentale in ogni cammino cristiano.
È necessaria in ogni cammino vocazionale.
E non è così scontata.

Vuol dire infatti mettersi in viaggio con Cristo, non avere dove posare il capo. Perché questa instabilità del cuore è fonte di castità.
Vuol dire contare su Cristo, nonostante tutto e nonostante sé stessi.
Nonostante le paure ed i fantasmi.
Nonostante i propri limiti caratteriali, educativi, culturali, cognitivi.
Nonostante le difficoltà, di ogni genere e natura.

Anche Matteo sottolinea lo slancio della desatellizzazione. Immediatamente δὲ εὐθέως ἀφέντες τὰ δίκτυα (Mt. 4,22)

Ecco, esiste una temperante intemperanza in coloro che sono innamorati di Cristo.
Cristo, Cristo, Cristo, sopra ogni cosa. Sempre.
Di taglio in taglio, di scarnificazione in scarnificazione.
Senza ostentazione ma con la sobria ebbrezza che porta alla decisione dell'istante. Con letizia e con ardore.

"Laeti bibamus sobriam ebrietatem Spiritus" (Paolo VI al RnS citando s. Ambrogio)

Non basta la grande desatellizzazione genitoriale perché sempre il nostro cuore cerca i “selfie” della sopravvivenza del sé in cisterne screpolate, create o indotte.

A che servono i social e tutti i mezzi che oggi abbiamo se non ad amare e seguire di più Cristo?

La desatellizzazione, la prontezza immediata della scelta, è ora.
Un dono da chiedere e da custodire per sé con amorosa tenacia
e come fonte di bene comune.
Perché dire voglio Cristo significa anche dire voglio e credo la Chiesa.

PiEffe