Rassegna stampa formazione e catechesi

Cristiani per la pace in Siria

ecumenedi RICCARDO BURIGANA

Le Chiese chiedono la fine della guerra, la fine delle sofferenze per gli uomini e le donne della Siria: è tempo di costruire la pace, il rispetto, la giustizia dopo anni di atrocità: in questo modo il pastore luterano Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese, si è espresso, in una dichiarazione ufficiale, per esprimere la propria preoccupazione per le conseguenze dell’operazione militare della Turchia nella Siria settentrionale.
Il segretario generale ha ricordato quante sono state le sofferenze patite dai siriani di qualunque confessione, negli anni della guerra, che ha seminato distruzione e morte; l’operazione della Turchia condanna uomini e donne che vivono in Siria a nuove sofferenze, provocando un esodo di migliaia e migliaia di persone in fuga dalla guerra. L’area sotto attacco include cristiani, yazidi, kurdi e musulmani molti dei quali sono arrivati nell’area, sottoposta agli attacchi dell’esercito turco, per trovare un qualche rifugio, tanto che negli ultimi tempi si erano avvertiti i primi segnali di una sorta di pacificazione della regione, come ha detto il pastore Tveit. Trasformare quest’area in un campo di battaglia provocherà delle conseguenze negative proprio nei percorsi di pacificazione, fondati sul dialogo, sostenuti dalle Nazioni Unite, con il concorso di tanti; tra questi Tveit ha sottolineato la presenza del Consiglio Ecumenico delle Chiese che ha continuamente chiesto preghiere per la pace, promuovendo anche delle iniziative in grado di favorire un processo di pace che assicurasse diritti a tutti in uno spirito di giustizia, con il quale mettere fine alla violenza. Da anni il Consiglio Ecumenico delle Chiese si adopera per favorire il dialogo e per creare solidarietà tra rappresentanti della società siriana di diversa provenienza, nella convinzione che i cristiani debbano giocare un ruolo particolare nel superamento della guerra, mettendosi al servizio di tutti per la pace. Anche il Consiglio delle Chiese Cristiane degli Stati Uniti ha voluto esprimere la sua preoccupazione per la situazione in Siria: il primo pensiero va ai curdi che sono l’obiettivo dichiarato dell’op erazione militare turca, ma non si può ignorare che questa operazione coinvolge cristiani siriani e armeni, assiri, oltre agli yazidi; in collaborazione con il Consiglio delle Chiese Cristiane del Medio Oriente il Consiglio chiede una preghiera speciale per la pace, oltre che gesti concreti con i quali i cristiani devono manifestare la loro condanna al ricorso alle armi. Oltre che esprimere un giudizio negativo sulle recenti iniziative del presidente Trump, che hanno di fatto lasciato il campo libero a nuove aggressioni, i cristiani statunitensi chiedono l’immediato ritiro delle forze armate turche e rivolgono un appello alla comunità internazionale per rinnovare gli sforzi della diplomazia per risolvere l’annosa crisi siriana. Con il rifiuto della guerra i cristiani testimonieranno la loro fede nel Principe della Pace, rinnovando il proprio impegno per affermare «i valori di amore, giustizia, diritti umani, dialogo interreligioso e comune responsabilità nella costruzione della pace».

© Osservatore Romano - 16 ottobre 2019


Venerdì della XXIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Giovanni da Capestrano, sacerdote (1386-1456)

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.