Rassegna stampa formazione e catechesi

Creare dei cristiani anziché distruggere mussulmani Gilbert Chesterton rilegge Raimondo Lullo

The sultan and the Saint film 2016di P. Pietro Messa, ofm

Lo straniero genera sempre paura e frate Francesco d'Assisi quando gli si parò davanti nei lebbrosi l'ha accolta, compresa e, attraverso la conoscenza e la consapevolezza, attraversata e lentamente superata facendo misericordia. Tale atteggiamento assunse anche il laico maiorchino, padre di famiglia, Raimondo Lullo e ciò lo ha ben illustrato Gilbert Chesterton (1874-1936) nel suo libro San Francesco d'Assisi.
Scrive infatti riferendosi all'Assiate: "La sua idea, di certo, era di condurre a fine le Crociate, ma con due punti di vista: giungere alla loro conclusione e compiere il loro proposito. Desiderava ottenere l'intento di convertire i popoli, non conquistando, ma con mezzi spirituali, non materiali. [...]. Ma il concetto di S. Francesco era lungi dall'essere fanatico o inevitabilmente non effettuabile, quantunque forse, egli abbia visto il problema troppo semplice, mancandogli il sapere del Suo grande erede Raimondo Lullo che comprese meglio ma fu compreso pochissimo. Il nodo onde S. Francesco vagheggiava il suo proposito era invero altamente personale e peculiare e questo era caratteristico in quasi tutto quello che operò. Era in certo modo una idea semplice - come molte delle sue idee - ma non sciocca: vi era molto da dire in proposito, e ciò, forse è avvenuto. Era, di certo, semplicemente l'idea che consiste nel creare Cristiani, anziché distruggere dei Maomettani".

Una recensione al libro San Francesco d'Assisi che Chesterton  pubblicò nel 1923, ossia a un anno dalla sua conversione, è stata scritta nel 1926 da don Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI; la si può leggere in http://www.assisiofm.it/news-san-francesco-un-amante-nel-vero-e-pi-alto-senso-della-parola.html

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