Rassegna stampa formazione e catechesi

Oggi, in primo piano: i nuovi cardinali che saranno creati da Papa Francesco nel Concistoro del 28 novembre

concistoro

 

Mario Grech segretario generale del Sinodo dei Vescovi


Vescovo maltese di sessantatré anni, Mario Grech è stato da poco chiamato da Papa Francesco a proseguire nel rinnovamento del cammino sinodale intrapreso dall’inizio del suo pontificato. Nato a Qala, nel territorio della diocesi di Gozo, il 20 febbraio 1957, ha frequentato la scuola delle monache carmelitane e in seguito la scuola primaria.

Dopo aver completato gli studi nella scuola secondaria di Victoria, nel 1977 ha seguito prima il corso di filosofia e poi quello di teologia nel seminario del Sacro cuore sempre a Gozo.

Dopo l’ordinazione sacerdotale, il 26 maggio 1984, ha proseguito a Roma gli studi ottenendo la licenza in Utroque iure alla Pontificia università Lateranense e il dottorato in diritto canonico alla Pontificia università San Tommaso d’Aquino (Angelicum). Tornato a Malta, ha svolto un’intensa attività pastorale e ha ricoperto anche gli uffici di vicario giudiziale del tribunale della sua diocesi e del tribunale ecclesiastico di Malta, di insegnante di diritto canonico in seminario e di membro del collegio dei consultori, del consiglio presbiterale e delle commissioni diocesane per la teologia, la famiglia e le comunicazioni sociali. Il 26 novembre 2005 è stato nominato da Benedetto XVI vescovo di Gozo. Il 22 gennaio 2006 ha ricevuto l’ordinazione episcopale, scegliendo come motto “In fractione panis”. Dal 2013 al 2016 è stato presidente della Conferenza dei vescovi maltesi. Il 2 ottobre 2019 è stato nominato da Papa Francesco pro-segretario generale del Sinodo dei Vescovi — contestualmente ha rinunciato al governo pastorale della diocesi di Gozo — e il 15 settembre 2020 ne ha assunto l’incarico di segretario generale.

Marcello Semeraro prefetto della Congregazione delle Cause dei santi


Ha ricevuto l’annuncio della sua creazione cardinalizia esattamente dieci giorni dopo la nomina a prefetto della Congregazione delle Cause dei santi. Marcello Semeraro unisce la formazione teologica all’esperienza pastorale, oltre ad aver seguito da vicino sin dall’inizio — come segretario del Consiglio di cardinali istituito nel 2013 — il percorso di riforma della Curia romana e di revisione della Pastor bonus intrapreso da Papa Francesco.

Nato a Monteroni di Lecce il 22 dicembre 1947,  è stato ordinato sacerdote l’8 settembre 1971. Docente di teologia in diversi istituti e facoltà, alla Pontificia università Lateranense ha occupato la cattedra di ecclesiologia fino al  25 luglio 1998, quando san Giovanni Paolo ii  lo ha nominato vescovo di Oria. Il 29 settembre successivo ha ricevuto l’ordinazione episcopale. All’interno della Conferenza episcopale italiana ha ricoperto vari incarichi, tra i quali membro e poi presidente della commissione per la Dottrina della fede e la catechesi. Dal 5 maggio 2007 è presidente del Consiglio di amministrazione di “Avvenire — Nuova Editrice spa”. Il 1° ottobre 2004 Papa Wojtyła lo ha trasferito alla sede suburbicaria di Albano. Dal 2009 è stato membro della Congregazione delle Cause dei santi, alla cui guida Papa Francesco lo ha designato il 15 ottobre scorso. Il 13 aprile 2013 è stato nominato segretario del Consiglio di cardinali per aiutare il Santo Padre nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della costituzione apostolica Pastor bonus sulla Curia Romana, incarico in cui gli è succeduto ora il vescovo Marco Mellino. Dal 30 giugno 2016 è anche membro del Dicastero per la Comunicazione.

Antoine Kambanda arcivescovo di Kigali (Rwanda)


È un testimone dell’orrore della violenza ma anche della forza della riconciliazione e del perdono. Nato il 10 novembre 1958 a Nyamata, proprio nell’arcidiocesi di Kigali, ha visto la sua famiglia sterminata durante la guerra del 1994.

È sopravvissuto insieme a un fratello, che vive attualmente in Italia. Ha studiato in Burundi, in Uganda (dove ha frequentato le scuole primarie) e in Kenya (dove ha completato la formazione superiore) ed è quindi rientrato in patria dopo aver seguito gli studi in filosofia e anche due anni di teologia. Ha poi concluso la preparazione teologica nel seminario maggiore di Nyakibanda, nella diocesi di Butare. È stato ordinato sacerdote l’8 settembre 1990 da san Giovanni Paolo ii , in occasione della sua visita pastorale in Rwanda. Dal 1990 al 1993 è stato professore e prefetto del seminario minore di Ndera (Kigali). Ha quindi conseguito a Roma, all’Accademia Alfonsiana, il dottorato in teologia morale, risiedendo dal 1993 al 1999 al Pontificio collegio San Paolo. Tra il 1999 e il 2005, sempre nella sua arcidiocesi di Kigali, è stato direttore della Caritas e della Commissione diocesana per la giustizia e la pace. Ha ricoperto vari incarichi nei seminari della sua terra, come rettore, professore e direttore spirituale.  Il 7 maggio 2013 è stato nominato vescovo di Kibungo e il successivo 20 luglio ha ricevuto l’ordinazione episcopale. Il suo motto è “Ut vitam habeant ”. Il 19 novembre 2018 Papa Francesco lo ha promosso arcivescovo di Kigali.  

Wilton Daniel Gregory arcivescovo di Washington (Stati Uniti d’America)


Primo afroamericano a ricevere la berretta cardinalizia, Wilton Daniel Gregory è nato il 7 dicembre 1947 a Chicago, nell'Illinois. Qui ha frequentato la Saint Carthage Grammar School, dove si è convertito al cattolicesimo. Sempre nella sua città natale ha svolto anche gli studi filosofici al Niles College e quelli teologici al Saint Mary of the Lake Seminary.

Successivamente ha conseguito il dottorato in liturgia al Pontificio ateneo Sant’Anselmo a Roma. Ordinato sacerdote il 9 maggio 1973 per l’arcidiocesi di Chicago, ha ricoperto diversi incarichi, tra i quali vicario parrocchiale dell’Our Lady of Perpetual Help Parish a Glenview, professore di liturgia al Saint Mary of the Lake Seminary a Mundelain, membro dell’ufficio arcidiocesano per la liturgia e maestro delle cerimonie dei cardinali Cody e Bernardin. Nominato vescovo titolare di Oliva e ausiliare di Chicago il 18 ottobre 1983, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il successivo 13 dicembre. Divenuto poi vescovo di Belleville il 29 dicembre 1993, è stato promosso arcivescovo metropolita di Atlanta il 9 dicembre 2004. Quindi, il 5 aprile 2019, è stato trasferito all’arcidiocesi di Washington. È stato presidente della Conferenza dei vescovi statunitensi dal 2001 al 2004, ricoprendo anche altri incarichi, tra i quali quello di vice presidente (1998-2001) e di membro di diverse commissioni.

Jose Fuerte Advincula arcivescovo di Capiz (Filippine)


È nato a Dumalag, proprio nell’arcidiocesi di Capiz, il 30 marzo 1952. Terminati gli studi elementari nella sua città natale, è passato alla High School del seminario San Pio X a Roxas City, dove ha anche portato a termine la formazione filosofica.

Ha frequentato poi i corsi di Teologia all’università San Tomas di Manila. È stato ordinato sacerdote, sempre per la sua arcidiocesi natale, il 14 aprile 1976. Successivamente è stato direttore spirituale del seminario San Pio x , svolgendo gli incarichi di professore e decano degli studi. Ha quindi studiato psicologia alla De La Salle University di Manila e poi Diritto canonico all’ateneo della capitale filippina e alla Pontificia università San Tommaso d’Aquino (Angelicum) a Roma, ottenendo la licenza. Tornato in patria, ha prestato  servizio nel seminario di Vigan, Nueva Segovia, e poi in quello regionale di Jaro. Nel 1995 è stato nominato rettore del seminario San Pio x , divenendo poi difensore del vincolo, promotore di giustizia e infine vicario giudiziale a Capiz. Nel 1999 è stato nominato parroco di Santo Tomas de Vilanueva a Dao. Il 25 luglio 2001 è stato eletto da san Giovanni Paolo ii   vescovo di San Carlos. Il successivo 8 settembre ha ricevuto l’ordinazione episcopale, scegliendo come motto “Audiam”. Dieci anni dopo, il 9 novembre 2011, è stato promosso da Benedetto xvi  arcivescovo di Capiz. Nell’ambito della Conferenza episcopale filippina ha fatto parte delle commissioni per la Dottrina della fede e per le Popolazioni indigene.

Celestino Aós Braco arcivescovo di Santiago del Cile


È un religioso spagnolo dell’ordine dei frati minori cappuccini. Nato a Artaiz, nella diocesi di Pamplona, il 6 aprile 1945, aveva appena 10 anni quando — il 16 agosto 1955 — è entrato nella famiglia cappuccina.

Ha studiato filosofia a Saragozza e teologia a Pamplona. E ha anche ottenuto la licenza in psicologia all’Università di Barcellona. Ha emesso la professione perpetua il 16 settembre 1967 a Pamplona, dove è stato ordinato sacerdote il 30 marzo 1968. Ha studiato poi alla Pontificia università cattolica del Cile, tra il 1980 e il 1981, e rientrato in Spagna è stato professore a Pamplona e vicario a Saragozza. Nel 1983 è stato assegnato alla provincia cilena dei cappuccini, come vicario parrocchiale a Longaví. Nel 1985 è stato eletto superiore della comunità cappuccina di Santa María de Los Ángeles e nel 1995 è divenuto parroco a San Miguel a Viña del Mar, oltre a essere superiore della comunità dei cappuccini a Recreo. Nel 2008 è stato nominato vicario parrocchiale a San Francisco de Asís a Los Ángeles. È stato economo provinciale dei cappuccini in Cile, promotore di giustizia del tribunale ecclesiastico di Valparaíso e giudice del tribunale di Concepción. Nominato vescovo di Copiapó il 25 luglio 2014, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 18 ottobre successivo. Il 23 marzo 2019 è stato nominato amministratore apostolico “sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis” dell’arcidiocesi di Santiago del Cile. Quindi il 27 dicembre 2019 Papa Francesco lo ha promosso arcivescovo di Santiago del Cile.

Cornelius Sim vicario apostolico di Brunei


Nato a Seria, proprio nel Brunei, il 16 settembre 1951, è stato ordinato sacerdote il 26 novembre 1989 per il clero della diocesi malese di Miri: è il secondo presbitero nella storia della Chiesa locale a essere nato in Brunei.

Ha conseguito la laurea in ingegneria alla Dundee University, in Scozia, e poi ha ottenuto un master in teologia all’Università francescana di Steubenville, in Ohio, negli Stati Uniti d’America. Il 21 novembre 1997 è stato  nominato primo prefetto apostolico di Brunei. E quando poi, il 20 ottobre 2004, la prefettura apostolica di Brunei (il cui territorio era stato ricavato dalla diocesi di Miri) è stata elevata al rango di vicariato apostolico — con la bolla Ad aptius consulendum   —   mantenendo la medesima denominazione e configurazione territoriale, è stato eletto alla Chiesa titolare di Puzia di Numidia e nominato appunto primo vicario apostolico di Brunei. Ha quindi ricevuto l’ordinazione episcopale il 21 gennaio 2005, primo vescovo originario del Paese, scegliendo come motto “Duc in altum”. Dal 2017 è vice presidente della Conferenza episcopale dei vescovi di Malesia, Singapore e Brunei, dopo esserne stato segretario generale dal 2015 al 2017. Il vicariato apostolico — corrispondente al territorio del Sultanato di Brunei, che ha l’islam (sunnita) come religione di stato — ha sede nella città di Bandar Seri Begawan, dove si trova la cattedrale dell’Assunzione di Maria Vergine, ed è suddiviso in tre parrocchie.

Augusto Paolo Lojudice arcivescovo di Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino


Anche se da poco più di un anno è vescovo in Toscana, monsignor Augusto Paolo Lojudice è anzitutto un prete romano. Infatti è a Roma che è nato il 1° luglio 1964 e che ha compiuto tutto il percorso di formazione e di servizio sacerdotale. Dopo aver conseguito la maturità classica nel 1983 al liceo periferico San Benedetto da Norcia, è infatti entrato al Pontificio seminario romano maggiore, frequentando i corsi di filosofia e teologia alla Pontificia università Gregoriana dal 1983 al 1988, e conseguendo la licenza in teologia con specializzazione in teologia fondamentale.

Ordinato presbitero il 6 maggio 1989, è stato vicario della parrocchia Santa Maria del Buon Consiglio (fino al 1992) e di San Vigilio (1992-1997); parroco di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca (1997-2005); padre spirituale al maggiore (2005-2014) e per un anno parroco di San Luca al Prenestino. Durante il suo servizio è stato particolarmente vicino alle fasce più deboli della popolazione, soprattutto i rom e le “schiave” della strada. Il 6 marzo 2015 è stato eletto alla sede titolare di Alba Marittima e nominato vescovo ausiliare di Roma, ricevendo l’ordinazione episcopale il 23 maggio successivo. “Mihi fecistis” il motto episcopale scelto.

In seno alla Conferenza episcopale italiana è segretario della Commissione per le migrazioni. Il 6 maggio 2019 è stato promosso arcivescovo di Siena — Colle di Val d’Elsa – Montalcino e il 16 giugno dello stesso anno ha fatto l’ingresso nell’arcidiocesi.

Mauro Gambetti custode del Sacro convento di Assisi


Erano quasi 160 anni che l’ordine dei Frati minori conventuali non aveva un cardinale: l’ultimo era stato nel 1861 il siciliano Antonio Maria Panebianco, che aveva ricevuto la porpora da Pio IX . Sarà ora Papa Francesco ad imporre la berretta sul capo di padre Mauro Gambetti, custode del Sacro convento di Assisi.

Nato il 27 ottobre 1965 a Castel San Pietro Terme, Bologna, dopo la laurea in ingegneria meccanica presso l’università dello stesso capoluogo di provincia, nel settembre 1992 è entrato tra i Frati minori conventuali. Ha emesso la professione religiosa temporanea il 29 agosto 1995 e quella definitiva il 20 settembre 1998. Dopo il baccalaureato in teologia presso l’istituto teologico di Assisi (Perugia), ha conseguito la licenza in antropologia teologica presso la facoltà teologica dell’Italia centrale di Firenze. È stato ordinato sacerdote l’8 gennaio 2000 a Longiano (Forlì-Cesena) dove, nel convento del Santissimo Crocifisso, ha ricoperto l’incarico di animatore della pastorale giovanile e vocazionale per l’Emilia Romagna e, dal 2005 al 2009, anche quello di superiore della comunità. Nella primavera 2009 è stato eletto ministro della provincia bolognese dell’ordine. Il 22 febbraio 2013 è stato nominato custode generale del Sacro convento di San Francesco in Assisi per il quadriennio 2013-2017. Allo stesso tempo, il vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino l’ha nominato vicario episcopale per la pastorale della basilica papale di San Francesco e degli altri luoghi di culto retti dai Frati minori conventuali nella medesima diocesi. Riconfermato custode generale per il quadriennio 2017-2021, nel settembre 2017 è stato eletto presidente della Federazione intermediterranea dei ministri provinciali dell’ordine.

Felipe Arizmendi Esquivel vescovo emerito di San Cristóbal de las Casas (Messico)


Profondo conoscitore delle Chiese dell’America latina, avendo ricoperto vari incarichi in seno al Celam fino a quello di segretario generale, l’ottantenne messicano Felipe Arizmendi Esquivel è stato anche a lungo vescovo in una realtà segnata da profonde povertà come quella del Chiapas. Nato il 1° maggio 1940 a Chiltepec, in diocesi di Tenancingo, ha studiato nel seminario di Toluca e alla Pontificia università di Salamanca in Spagna, ove ha ottenuto la licenza in teologia dogmatica, specializzandosi poi anche in liturgia.

Ordinato sacerdote il 25 agosto 1963 a Toluca, è stato vicario cooperatore in tre  parrocchie, prefetto dei filosofi e professore nel seminario, parroco, direttore spirituale e professore nel seminario minore, incaricato della pastorale vocazionale, rettore del seminario, professore di liturgia e di teologia pastorale. In diocesi è stato anche membro della commissione di liturgia, direttore dell’ufficio catechistico, membro dell’Equipo de Pastoral Juvenil, segretario  e presidente del consiglio presbiterale, coordinatore della commissione per le Comunicazioni sociali e vicario generale. A livello nazionale ha fatto parte dell’Equipo de Pastoral Vocacional e dell’Organización de Seminarios de México, di cui è stato anche presidente, così com’è stato membro dell’Equipo Interdisciplinar de Asesores de la Conferencia del Episcopado Mexicano. Per un triennio ha presieduto l’Organización de Seminarios de América Latina, poi ha lavorato come esperto nel Departamento de Vocaciones del Consiglio episcopale latinoamericano.

Il 7 febbraio 1991 è stato nominato vescovo di Tapachula e ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 7 marzo successivo. In tale periodo è stato anche segretario generale del Celam. Il 31 marzo 2000 è stato trasferito alla diocesi di San Cristóbal de Las Casas. Ha rinunciato al governo pastorale il 3 novembre 2017.

Silvano Maria Tomasi arcivescovo titolare di Asolo nunzio apostolico


Ha da poco compiuto ottant’anni, ma grazie alla sua vasta conoscenza dei fenomeni migratori continua a offrire la propria esperienza alla Santa Sede nel Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale (Dssui). Nato il 12 ottobre 1940 a Casoni di Mussolente, in diocesi di Treviso, Silvano Maria Tomasi ha studiato in Italia e negli Stati Uniti d’America, dove è stato ordinato sacerdote il 31 maggio 1965 nella congregazione dei Missionari di San Carlo.

Conseguiti la laurea in Scienze sociali e il dottorato in Sociologia alla Fordham University di New York, è stato professore assistente alla City University di New York e presso la New School of Social Reserch (1970-1974) e direttore fondatore del “Center for Migration Studies, Inc.”. Superiore provinciale della famiglia religiosa fondata dal beato Scalabrini, dal 1983 al 1987 è stato il primo direttore dell’Ufficio della pastorale per i migranti e i rifugiati della Conferenza episcopale statunitense. Chiamato a Roma nel 1989 come segretario del Pontificio consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti, il 27 giugno 1996 è stato eletto alla Chiesa titolare di Cercina con titolo personale di arcivescovo e nominato nunzio apostolico in Etiopia, Eritrea e osservatore presso l’Unione africana. Il successivo 17 agosto ha ricevuto l’ordinazione episcopale. Il 24 aprile 1999 è stato trasferito alla Sede titolare di Asolo e il 23 dicembre 2000 nominato anche nunzio apostolico in Gibuti. Dal 10 giugno 2003 al 13 febbraio 2016 è stato osservatore permanente presso l’Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni specializzate a Ginevra  e presso l’Organizzazione mondiale del commercio. Il 9 aprile 2016 Francesco lo ha annoverato tra i membri del Pontificio consiglio della Giustizia e della pace, confluito poco dopo nel Dssui.

Raniero Cantalamessa cappuccino Predicatore della Casa pontificia


Tra quelli dei nuovi cardinali è il volto più conosciuto sui media italiani, in particolare in televisione, dove ha proposto ogni sabato — per ben quindici anni — il commento al Vangelo domenicale nel programma “A sua immagine” su Rai 1. Padre Raniero Cantalamessa, dell’ordine dei Frati minori cappuccini, è stato chiamato all’incarico di predicatore della Casa pontificia da Giovanni Paolo II nel 1980, riconfermato nel 2005 da Benedetto XVI e nel 2013 da Papa Francesco.

Nato a Colli del Tronto, Ascoli Piceno, il 22 luglio 1934, è stato ordinato sacerdote nel 1958. Laureatosi  in teologia a Friburgo (Svizzera) e in lettere classiche, è stato professore ordinario di storia delle origini cristiane all’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 1975 al 1981 è stato membro della Commissione teologica internazionale e, per dodici anni,  della delegazione cattolica per il dialogo con i pentecostali. Nel 1979 ha lasciato l’insegnamento per dedicarsi a tempo pieno al ministero della Parola. È stato chiamato spesso a parlare anche ai fratelli di altre denominazioni cristiane: va ricordato, tra l’altro, il suo intervento nel novembre 2015 al Sinodo generale della Comunione anglicana a Westminster, in presenza della regina Elisabetta ii . Ha ricevuto le  lauree honoris causa in Giurisprudenza all’università Notre Dame di South Bend, in Scienze della comunicazione all’università di Macerata e in Teologia all’università francescana di Steubenville. Oltre a libri scientifici, ha pubblicato numerosi testi di spiritualità tradotti in più di  20 lingue. Dal 2009 vive nell’eremo dell’Amore misericordioso di Cittaducale (Rieti), prestando il servizio sacerdotale per una piccola comunità di monache claustrali.

Enrico Feroci parroco a Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva


Parroco a Roma, a lungo direttore della Caritas diocesana, da poco più di due anni monsignor Enrico Feroci è alla guida del santuario mariano amato dai romani: quello della Madonna del Divino Amore a Castel di Leva. Nella sua nomina cardinalizia legge «un gesto del Papa non fatto a me personalmente, ma a tutti i preti» dell’Urbe.

Ottantenne, essendo nato il 27 agosto 1940 a Pizzoli, nell’arcidiocesi di L’Aquila, è entrato a undici anni nel Pontificio seminario romano minore e dopo gli studi liceali è passato al maggiore.

Ordinato sacerdote il 13 marzo 1965, è stato assistente ai Pontifici seminari romani minore e maggiore (del primo è stato anche vice-rettore). Nel 1976 è stato destinato come viceparroco alla comunità San Frumenzio ai Prati Fiscali, dove quattro anni dopo è divenuto parroco. Per ventiquattro anni ha guidato la parrocchia (1980-2004), prima di essere trasferito, il 1° luglio 2004, come parroco a Sant’Ippolito. Nella comunità di piazzale delle Province è rimasto fino al 1° settembre 2009, quando il cardinale vicario lo ha nominato direttore della Caritas diocesana. In tale veste ha anche presieduto la Fondazione “Caritas Roma” e la Fondazione anti-usura “Salus Populi Romani”. È stato inoltre presidente della “Cooperativa Roma Solidarietà” e consultore del Pontificio consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti. Infine, il 10 novembre 2017 il cardinale vicario lo ha nominato presidente dell’associazione pubblica clericale degli Oblati figli della Madonna del Divino Amore, affidandogli il 1° settembre 2018 la responsabilità di rettore del santuario mariano sulla via Ardeatina e dell’annesso seminario. Divenuto nel frattempo canonico e camerlengo di San Giovanni in Laterano, dal 1º settembre 2019 è anche parroco di Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva.

© Osservatore Romano - 27 ottobre 2020


Martedì della XXXIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

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