Rassegna stampa formazione e catechesi

Con un bacio tradisci il figlio dell'uomo

bacio di giuda caravaggioMentre mangiavano disse: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà».
Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?».
Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà.
Il Figlio dell'uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!».
Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto»
(Mt. 26, 21-25)

Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?»
(Lc. 22,48)

Nell'omelia di questa mattina, 8 aprile 2020, il Santo Padre ha ricordato alcuni aspetti decisivi del mistero di Giuda.
Quello che possiamo dire.
Anzitutto Gesù non stigmatizza.
Non usa atteggiamenti e categorie manichee e non chiama Giuda traditore, ma lo chiama "amico". Gesù ha infinitamente amato Giuda.
Lo ricorda il Salmo 54, che, come tutto il patrimonio salmodico descrive il cuore umanissimo e divino di Cristo:
"Se mi avesse insultato un nemico,
l'avrei sopportato;
se fosse insorto contro di me un avversario,
da lui mi sarei nascosto.
Ma sei tu, mio compagno,
mio amico e confidente;
ci legava una dolce amicizia,
verso la casa di Dio camminavamo in festa."
(Sl. 54,13-15)

Piuttosto, Gesù, denuncia come grave, gravissimo, il suo comportamento, il cmportamento e la scelta di Giuda come Colui che tradisce il Figlio dell'uomo.

Per bisogno psichico, per necessità psico-spirituale pensiamo a Giuda come a qualcuno o ad un comportamento che non ci appartiene.
Esterno anoi. Come se noi non potessimo arrivare a tale struttura. siamo in questo avventati come Pietro e gli altri discepoli:
«Etsi omnes, ego non»

«Pietro gli disse: Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli. (Mt. 26,33-35)

Non è così, ricorda sempre il pontefice. Occorre onestà verso sé stessi e verso la nostra miseria e fragilità: Dove sei Giuda? Dove sei Giuda che è dentro di me?
Perché nessuno si senta affrancato dal comportamento da "traditore" e riconosca che la "seconda morte" è per ciascuno una ben reale possibilità.
Come ben reale, senza alcun dubbio, anzi decisamente più viva e realmente vivificante è "stare" nell'amicizia di Cristo e vivere dell'amicizia e della salvezza di Cristo.

Giuda si è dannato?
Non sappiamo.
Certo le parole di Gesù sono gravissime, ma Gesù non identifica l'amico traditore come tale ma piuttosto ricorda che quel comportamento reiterato, strutturato porta alla dannazione.
Porta alla seconda morte.
San Giovanni apostolo, particolarmente vicino al cuore di Cristo trova assurdo, indubbiamente anche per temperamento, come "boanerghes", non riesce a concepire in alcun modo il tradimento, il tradimento "ladrocinante".
"Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: 
«Perché quest'olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?».
Questo egli disse non perché gl'importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro."
(Gv. 12,4-6)

«(…) nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura» (Gv 17, 12)

Personalmente ho ricordato più di una volta l'aramaismo sulla parola "ladro" in assonanza con la descrizione del "serpente" come "astuto" in Gen. 3, "Arum" (vd qui).

Santa Caterina da Genova nelle sue private rivelazioni, unica tra il "circolo dei santi", asserisce che Gesù gli fa intendere che Giuda si sia in qualche maniera salvato in punto di morte ad opera della Misericordia di Divina.
Non sappiamo e la Chiesa non "rinchiude", non delimita, non canonizza nella dannazione nessuno ma sempre invita fino all'ultimo respiro alla conversione e al pentimento.
Però rimangono gravi, gravissime le parole di Gesù:
"Il Figlio dell'uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!"
E questo "guai", questo avvertimento non è solo per Giuda ma per ciascuno di noi, qui è la Sapienza da cogliere. Come ha ricordato il Santo Padre, stamane.
Un "guai" verso il nostro cuore che sovente "usa Dio" per i propri interessi, per la propria immagine e tradisce continuamente con la parvenza di essere uomo spirituale, dotto, caritatevole.
Ma il discepolato è cosa serissima e Dio non può essere cosificato in alcun modo dalle nostre scelte, dai nostri comportamenti e dal nostro cuore.

Convertiamoci a Cristo e crediamo al Vangelo perché Cristo non ci dica quelle parole ancora più terribili, evidenza della vanità cosificatrice, vanità disseminata in tanti mal-comportamenti che possono creare struttura:

Amico, amico mio sommamente amato, con un bacio, con questo tuo bacio, tradisci il Figlio dell'uomo?

Pieffe

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