cristo abbraccia croce«Ma voi chi dite che io sia?»: la domanda di Gesù ai discepoli raggiunge oggi ciascun cristiano. E lo spinge a un esame di coscienza — «che cosa ne facciamo della nostra fede»? — avvertendolo del rischio di mettere «Cristo tra parentesi». Ha puntato dritto all’essenziale padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, nella seconda meditazione quaresimale tenuta venerdì mattina, 17 marzo, nella cappella Redemptoris Mater, alla presenza di Papa Francesco.
Mostrando come «lo Spirito santo ci introduce nel mistero della divinità di Cristo», il religioso ha rilanciato «la fede di Nicea» per riaffermare che «in ogni epoca e cultura Cristo deve essere proclamato Dio, non in una qualche accezione derivata o secondaria, ma nell’accezione più forte che la parola Dio ha in tale cultura». I padri che si opposero strenuamente all’eresia ariana, ha spiegato, avevano maturato «la loro assoluta certezza della divinità di Gesù non dalla speculazione ma dalla vita, più precisamente dalla riflessione sull’esp erienza che la Chiesa, grazie all’azione dello Spirito santo, fa della salvezza in Cristo». In sostanza, ha affermato, «non è sulla salvezza che si fonda la divinità di Cristo, ma è sulla divinità di Cristo che si fonda la salvezza». Dunque «la divinità di Cristo è la pietra angolare che sorregge i due misteri principali della fede cristiana: la Trinità e l’incarnazione», che «sono come due porte che si aprono e si chiudono insieme». Resta da domandarci, ha proseguito il predicatore, «che posto occupa Gesù Cristo nella nostra società e nella stessa fede dei cristiani». Si tratta piuttosto «di una presenza-assenza di Cristo». Infatti «nello spettacolo e nei mass-media, Gesù è molto presente: in una serie interminabile di racconti, film e libri, gli scrittori manipolano la figura di Cristo, a volte sotto pretesto di fantomatici nuovi documenti storici: è diventato ormai una moda, un genere letterario, si specula sulla vasta risonanza che ha il nome di Gesù, e su quello che egli rappresenta per larga parte dell’umanità, per assicurarsi larga pubblicità a basso costo». Insomma, un vero e proprio «parassitismo letterario». «Ma se guardiamo all’ambito della fede — ha proseguito — notiamo al contrario un’inquietante assenza, se non addirittura un rifiuto della sua persona: in cosa credono, in realtà, quelli che si definiscono “c re d e n t i ” in Europa e altrove? Credono, il più delle volte, nell’esistenza di un essere supremo, di un creatore; credono che esista un “aldilà”». Però «questa è una fede deistica, non ancora una fede cristiana». E «diverse indagini sociologiche rilevano questo dato di fatto anche in paesi e regioni di antica tradizione cristiana». Così Cristo finisce per «essere messo tra parentesi anche nel dialogo tra scienza e fede; con la filosofia che si occupa di concetti metafisici e non di realtà storiche, o nel dialogo interreligioso in cui si discute di pace, ecologismo, ma non certo di Gesù». Bisogna, perciò, «ricreare le condizioni per una fede nella divinità di Cristo senza riserve e senza reticenze», ha insistito il religioso, esortando a «capire bene» l’espressione delle prima lettera di Giovanni: «vincere il mondo». Non si tratta, ha spiegato, di «riscuotere più successo, dominare sulla scena politica e culturale. Questo sarebbe piuttosto l’opposto: non vincere il mondo, ma mondanizzarsi». Così, «escluso ogni trionfalismo, si tratta di una vittoria su quello che anche il mondo odia e non accetta di se stesso: la temporalità, la caducità, il male, la morte». E «perché non ci fossero dubbi sulla natura di questa vittoria sul mondo, essa viene inaugurata con un trionfo tutto speciale, quello della croce». Una vittoria, dunque, che porta all’uomo «ciò che più desidera: luce e vita». Non a caso «la frase più bella che una sposa dice allo sposo, e viceversa, è: “mi hai reso felice!”. E Gesù merita che la sua sposa, la Chiesa, glielo dica dal profondo del cuore».

© Osservatore Romano - 18 marzo 2017

Share this post

Submit to FacebookSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn


"L'articolo e le immagini sono state prese dal web al solo scopo di condividere il buono ed il bello, per il Vangelo, su questo sito, senza scopo di lucro. Nel caso di violazione del copyright, siate gentili, cortesemente, contattateci ed il materiale sara' subito rimosso. Grazie."

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio.
captcha 
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.

Build and Design
by Paul Freeman sDg

partner di
Oriente Cristiano
www.orientecristiano.it

e

Novae Terrae
www.novaeterrae.eu