Rassegna stampa formazione e catechesi

PAPA LUCIANI: C’È BISOGNO DI CATECHISMO

Giotto di Bondone S. Francesco sostiene la Basilica di S. Giovanni in Laterano Legend of St Francis 6. Dream of Innocent III“Catechetica in briciole” don Albino Luciani 1949

Peccato che questa immensa forza sia poco sfruttata! I fanciulli studiano poco il catechismo; gli adulti, perché si illudono di averlo studiato, non lo studiano più e così c’è in giro una ignoranza religiosa incredibile: gente che conosce la scienza e ha letto cataste di libri non sa nulla del cristianesimo in mezzo a cui vive, non ha mai letto il Vangelo per intero.
Senza dire di tant’altra gente, che frequenta la chiesa e si crede pia ed invece manca completamente di idee religiose; crede di aver la fede e ha solo del tenerume; cerca nella pietà non il volere di Dio, ma impressioni, sentimenti e vaghe ebbrezze; ignora la vera devozione e pratica un mucchio di devozioni legate a certe formule, a certi numeri metà cabala, metà superstizioni; svuota la testa e il cuore e carica unicamente il sistema nervoso.

Dei bambini piccolissimi si dice: «Sono tanto piccoli! È troppo presto per insegnar loro la religione!». E invece un educatore, a una mamma che chiedeva quando dovesse cominciare l’istruzione del suo bambino di due anni, rispose: «Subito; siete in ritardo per lo meno di tre anni!». Voleva dire che i bimbi sono capaci di impressioni religiose fin dai primi istanti della loro vita.E un altro educatore scrisse che nemmeno in quattro anni di università un uomo impara tanto quanto nei primi quattro anni della vita. Tanto sono decisive e indelebili le prime impressioni!.

C’è chi dice con Rousseau: voglio rispettare la libertà di mio figlio, non voglio imporre alcun insegnamento religioso. A vent’anni sceglierà.Ma pensano questi genitori che in realtà ai loro figliuoli hanno imposto tutto? La vita, intanto, perché non hanno chiesto il permesso dei figli per metterli al mondo: e poi il cibo, i vestiti, la casa, la scuola...D’altra parte chi si metterà, a vent’anni, a studiare religione? A vent’anni! L’età di tutti gli esami per quelli che studiano, l’età del lavoro, del mestiere, dell’officina, dell’ufficio per gli altri. L’età delle passioni, dei divertimenti, dei dubbi. Chi avrà voglia o tempo di prendersi i grossi volumi, studiarvi sopra tutte le religioni di questo mondo per vedere quale sia la vera e quindi la migliore? E poi, non aspettano, i genitori, che le malattie siano entrate nel corpo dei figli per cacciarle a forza di medicine; fanno invece di tutto, perché non entrino nel corpo.Altrettanto si deve fare con l’anima: metterci il catechismo, il timor di Dio, affinché i vizi non entrino: non aspettare che i vizi siano entrati per aver la consolazione di cacciarli con la religione. Il nostro ragazzo deve lavorare, deve studiare! Ma prima ancora deve diventare buono, dev’essere premunito contro tutte le seduzioni e le tentazioni di domani. Non è con la tavola di Pitagora o con un banco da falegname o con un diploma che si sbarra la via alle passioni.Questo ragazzo è atteso al varco: domani la donna, il giornale, il cinema, l’osteria se lo disputeranno. Mandar avanti dei giovani o delle figliuole senza catechismo sulla strada del mondo è lo stesso che mandare dei soldati alla guerra senza giberne, senza cartucce, e farne così degli sconfitti e degli infelici. I grandi si scusano: l’abbiamo già studiato, il catechismo! Ma da ragazzi; ed era catechismo per i ragazzi, fatto di poche nozioni, con immagini, parole e sentimenti adatti ai piccoli, roba che accarezzava l’immaginazione, il cuore. Ma adesso che siete adulti occorre qualcosa di più sostanzioso che rischiari la testa e guidi la vita. Adesso occorrono ragioni solide, chiare, rispo-ste convincenti, per respingere vittoriosamente gli attacchi che d’ogni parte volano contro la fede.

Mai come oggi s’è sentito bisogno di catechismo.





Sabato della II settimana di Quaresima

S. Julián di Toledo (E), arcivescovo (642-690)

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