Rassegna stampa etica

Catholic Redirect News: Una non-vita a causa della pandemia

In tempi di pandemia vivere in una casa di riposo è come stare in prigione. Con la nuova ondata di covid-19 gli anziani ospiti delle residenze sanitarie assistenziali (rsa) sono tornati a vivere la clausura di marzo e aprile scorsi, e senza neanche la speranza di uno sconto di pena o di un braccialetto per gli arresti domiciliari. In estate in questi istituti si erano ripresi i contatti con il mondo esterno. Gli ospiti erano tornati a vedere i familiari, almeno i più stretti. Ma da metà ottobre le 7.829 residenze per anziani, tra pubbliche e private, sparse sul territorio nazionale, di cui 2.603 rsa e 4.629 istituti per non autosufficienti, per un totale di 340.593 posti letto, hanno chiuso alle visite. Per evitare che questi luoghi, come è successo nel corso della prima ondata di coronavirus, si trasformino in focolai e luoghi di morte, i familiari non possono entrare e gli anziani non possono uscire. E il Natale si avvicina a grandi passi.
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Martedì della III settimana di Quaresima

S. Caterina da Bologna, vergine O.S.C. (1413-1463)

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