charlie sleepUpdate e considerazioni a cura di Sara Santinelli © Sara Santinelli Facebook

Chris e Connie hanno rinunciato al trattamento sperimentale perché, dopo mesi di abbandono terapeutico da parte dei medici, pare non ci siano più margini di miglioramento per Charlie.
Ma l'ospedale, invece di scusarsi per aver trascurato un paziente in nome della maledetta "qualità di vita", non molla, e non vuole nemmeno che Charlie vada a casa.
Seguendo la diretta delle udienze che si sono svolte lunedì 24 luglio e martedì 25 luglio pomeriggio, si ricava l'impressione di essere catapultati in un romanzo di Kafka.
Il tutore di Charlie, nominata dall'ospedale e rappresentante di un'associazione pro-eutanasia (inevitabile conflitto di interessi) ha detto di tutto per impedire il trasferimento di Charlie a casa:
dal respiratore che non passava dalla porta,
all'indisponibilità, "in tutto il Regno Unito", di un intensivista che seguisse il bimbo,
al fatto che i Gard vogliono tenere l'attrezzatura medica per troppi giorni (lo vogliono morto velocemente!)
a, dulcis in fundo, la preoccupazione che, durante il trasporto, possa succedere qualcosa al bimbo.

E certo, visto che è da gennaio che vogliono togliergli l'ossigeno, immagino che siano molto preoccupati dall'eventualità che Charlie possa morire: o forse il fatto è che, come per un condannato a morte, la sentenza deve essere eseguita nei modi e nei tempi stabiliti, perché sia di esempio?
Non sia mai, che, una volta a casa, i genitori non abbiano intenzione di eseguire la sentenza, ma vogliano solo accompagnarlo e curarlo fino alla sua morte naturale.
Spero davvero che queste siano le intenzioni dei genitori, perché se fossero loro a terminare la vita di Charlie sarebbe ancora più atroce che se lo facesse un medico contro la loro volontà: i genitori non hanno potere di vita e di morte sui figli, ma solo potere di vita.
E ricordiamoci che non ci sono evidenze che Charlie soffra, anche per via della sedazione, e il respiratore non è un intervento sproporzionato nelle sue condizioni: non è accanimento terapeutico. Nonostante i genitori abbiano trovato un respiratore più piccolo e personale medico disponibile, che pagherebbero loro stessi, il giudice non ha acconsentito al trasferimento a casa. L'altra opzione è l'hospice, ma, una volta arrivato lì, poche ore e Charlie sarebbe ucciso. O genitori e medici trovano un altro accordo entro le 12 di oggi, o sarà il giudice a ordinare il trasferimento all'hospice, dove Charlie sarà estubato.
Nell'udienza di ieri, 26 luglio, ad un certo punto la stampa è stata fatta uscire, perché ospedale e giudice dovevano decidere quale sarebbe stato il giorno e il luogo di trasferimento.
"Se fosse vostro figlio! Spero che siate in pace con voi stessi!", ha urlato Connie, prima di scappare dall'aula dove era stata costretta ad assistere a tutto questo.
Luogo e giorno dell'esecuzione rimarranno segreti, per ordine del giudice.
Il tutto sarà reso noto a decesso avvenuto. Questo è.

Gli eventi si commentano da soli.

vd anche
Il ventilatore si stacca quando non serve più ventilare, cioè perché il malato è guarito, o perché è morto.

Chris e Connie Gard, hanno mandato una lettera al gruppo \"Charlie\'s army\"

Charlie. Bambino Gesù: fatto il possibile ma arrivati tardi

La Qualità di vita non viene decisa né dallo Stato, né da un\'ospedale, né dai genitori. I genitori vanno sostenuti, per il principio del Bene Comune.

Charlie, il Papa prega per lui e per i genitori “in questo momento di immensa sofferenza”

Il Giudice Francis: i genitori devono guardare in faccia la realtà, è nel migliore interesse di Charlie morire

Popolo della Famiglia, l\'informazione corretta sul Caso Ratisbona e sulla vicenda di Charlie Gard - diretta Mario Adinolfi del 19 luglio 2017 ore 20:45

Charlie Gard. Il medico statunitense Hirano visita il bimbo

C\'è un conflitto d\'interessi nel caso di #CharlieGard?

Charlie. Il giorno dell\'udienza. Morresi: due mentalità a confronto

Charlie Gard. Card. Bassetti: siamo alleati dei genitori

CRITERI PER STABILIRE \"DANNI NEUROLOGICI IRREVERSIBILI\" E LA VOLONTÀ DI UCCIDERE CHARLIE A TUTTI I COSTI

Per i giudici e l\'ospedale il massimo interesse di questo bambino, Charlie, è morire

Alla cortese attenzione del Direttore dell\'Osservatore Romano - \"Charlie e Gesù\"

Card. Sgreccia: The 10 Critical Points on the affair of little Charlie Gard

Share this post

Submit to FacebookSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn


"L'articolo e le immagini sono state prese dal web al solo scopo di condividere il buono ed il bello, per il Vangelo, su questo sito, senza scopo di lucro. Nel caso di violazione del copyright, siate gentili, cortesemente, contattateci ed il materiale sara' subito rimosso. Grazie."