Rassegna stampa etica

Si moltiplicano le adesioni al Global Strike for Future del 15 marzo. Mobilitazione mondiale per il clima

arcobaleno e montagnaIn tutto il mondo ci sono giovani che si stanno preparando per il Global Strike for Future, lo sciopero globale del 15 marzo, voluto per protestare contro lo stallo politico in tema di risposte ai cambiamenti climatici. L’iniziativa è partita dopo le manifestazioni organizzate negli ultimi mesi dalla sedicenne Greta Thunberg, che è intervenuta — interpellando i leader mondiali — alla Cop24, la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che si è svolta a Katowice, in Polonia.

In quell’occasione ha detto: «Voi dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, ma state rubando loro il futuro davanti agli occhi». Greta ha iniziato la sua lotta nell’agosto del 2018 quando la Svezia ha registrato una eccezionale ondata di calore. Il suo slogan #fridayforfuture è diventato virale. In questi mesi, la teenager, scelta da «The Time» tra le ragazzine più influenti al mondo del 2018, ha organizzato un corteo prima alcuni venerdì a Stoccolma e poi ha ripetuto l’iniziativa, raccogliendo molti consensi, a Bruxelles e in altre capitali europee, come Berlino.
Per il 15 marzo già molti ragazzi hanno risposto da diversi paesi europei ma anche dal Giappone, da Hong Kong, dalla Nuova Zelanda, dal Vietnam e dal Bangladesh.
In tema di cambiamenti climatici è intervenuto ieri il capo dello stato italiano, Sergio Mattarella, ricordando l’appello ad assicurare «misure concordate a livello planetario» sottoscritto, in autunno, da alcuni capi di stato europei. Mattarella ha ricordato la consapevolezza condivisa che «gli sforzi compiuti nelle diverse conferenze internazionali, che si sono succedute hanno, sin qui, conseguito risultati significativi ma parziali e ancora insufficienti», aggiungendo: «Siamo sull’orlo di una crisi climatica globale».

© Osservatore Romano - 14 marzo 2019

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