Si loda (e si finanzia) come ricerca ma è tratta di esseri umani

A partire dai primi anni Duemila, le potenziali prospettive terapeutiche derivanti dalla ricerca sulle cellule staminali embrionali hanno sensibilmente modificato la percezione pubblica della bioetica, che, da corpo di garanzie etico-giuridiche volte a tutelare l’essere umano dalle più rischiose (o moralmente discutibili) applicazioni della biomedicina, è andata via via trasformandosi, come molti capziosamente sostengono, in ostacolo alla libertà della ricerca scientifica. Continua su Avvenire