Rassegna stampa etica

Sfide comuni. «Querida Amazonia» al centro della riunione dei vescovi del continente americano

casa comuneCon l’esortazione apostolica postsinodale Querida Amazonia come fulcro dei lavori, si è aperto ieri nel centro di spiritualità «Betania» di Tampa, in Florida, l’incontro dei presuli del continente americano, tradizionale appuntamento che riunisce delegazioni della Chiesa cattolica negli Stati Uniti e in Canada e del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam).
Cominciato nel 1967 come incontro informale di vescovi, a partire dal 2014 l’evento è organizzato ogni due anni, a rotazione, sempre nel centro di spiritualità Betania di Tampa. L’obiettivo, informa un comunicato, è di «mantenere relazioni di comunicazione e dialogo fraterno tra i rappresentanti ecclesiali, oltre che favorire il confronto su questioni di interesse comune, per rafforzare la collegialità episcopale della Chiesa delle Americhe».
Quest’anno il programma e il coordinamento della riunione (che si concluderà il 20 febbraio) sono sotto la responsabilità del Celam ed è il motivo per cui i lavori sono stati introdotti dall’arcivescovo di Trujillo, Héctor Miguel Cabrejos Vidarte, presidente del Consiglio episcopale latinoamericano, che ha parlato anche in nome della sua partecipazione, nell’ottobre del 2019, al Sinodo speciale per la regione panamazzonica. Fra le questioni che saranno trattate spicca appunto l’approfondimento del recente sinodo in Vaticano e di Querida Amazonia. Ne parlerà fra gli altri il segretario esecutivo della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam), Mauricio López. In agenda ci sono inoltre lo stato dell’evangelizzazione nel continente, le questioni della crisi politica che vivono molti paesi latinoamericani, il rinnovamento del clero, la presentazione delle attività di Caritas Internationalis, il fenomeno migratorio, la pastorale giovanile e il ruolo dei vescovi emeriti. Si parlerà anche di difesa della vita (la comunità cattolica in Colombia è scossa dopo il caso del piccolo Juan Sebastián Medina, nascituro al settimo mese di gestazione la cui madre ha deciso di abortire).
Il prossimo vertice sarà organizzato nel 2022, sempre in Florida, dalla Chiesa del Canada.
Nei giorni scorsi monsignor Cabrejos Vidarte si era già espresso sul documento di Papa Francesco, accolto «con gratitudine, gioia e come una sfida». Il Celam fa proprio il sogno del Pontefice per «un’Amazzonia che lotti per i diritti dei più poveri, dei popoli originari, degli ultimi, dove la loro voce sia ascoltata e la loro dignità sia promossa; un’Amazzonia che difenda la ricchezza culturale che la distingue, dove risplende in forme tanto varie la bellezza umana; un’Amazzonia che custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale che l’adorna, la vita traboccante che riempie i suoi fiumi e le sue foreste». Il sogno — si legge nella nota che riporta passaggi dell’esortazione apostolica — di «comunità cristiane capaci di impegnarsi e di incarnarsi in Amazzonia, fino al punto di donare alla Chiesa nuovi volti con tratti amazzonici» (n. 7).
Querida Amazonia, scrive l’arcivescovo presidente (anche dell’episcopato peruviano), «ci mostra chiaramente che la Chiesa è intimamente unita all’Amazzonia, camminando a fianco delle popolazioni e delle comunità indigene e a tutto il creato, come fedele alleata nella difesa e promozione dei suoi diritti, nella salvaguardia e cura dell’ambiente e nella costruzione di una vita dignitosa», così come si esprime il Papa «nel suo sogno sociale, culturale, ecologico ed ecclesiale». L’invito agli stati in coordinamento con le conferenze episcopali di ciascun paese, è a «proteggere l’Amazzonia, affrontando con decisione la deforestazione, il flagello della tratta delle persone, l’inquinamento ambientale, tra gli altri gravi problemi, perché l’Amazzonia è il cuore del pianeta». Cabrejos Vidarte, «come presidente del Consiglio episcopale dell’America Latina e dei Caraibi», si unisce «con i fratelli nell’episcopato al sogno, alla visione profetica di Papa Francesco: “Tutto questo ci unisce. Come non lottare insieme? Come non pregare insieme e lavorare fianco a fianco per difendere i poveri dell’Amazzonia, per mostrare il volto santo del Signore e prenderci cura della sua opera creatrice?” (n. 110)».
Analogamente l’arcivescovo di Los Angeles, José Horacio Gómez, presidente della Conferenza episcopale statunitense, in una dichiarazione ha affermato, parlando di Querida Amazonia, che «il Santo Padre ci offre una visione di speranza e di sfida del futuro della regione amazzonica, uno degli ecosistemi più sensibili e cruciali della Terra, che ospita una ricca diversità di culture e popoli. Il Papa ci ricorda che la Chiesa serve l’umanità proclamando Gesù Cristo e il suo Vangelo d’amore, e chiama a un’evangelizzazione che rispetti le identità e le storie dei popoli amazzonici e che sia aperta alla “novità dello Spirito, capace di creare sempre qualcosa di nuovo con l’inesauribile tesoro di Gesù Cristo” (n. 69)». Francesco, osserva monsignor Gómez, «chiama anche tutti noi nelle Americhe e nell’intero Occidente a esaminare il nostro “stile di vita” e a riflettere sulle conseguenze che le nostre decisioni hanno sull’ambiente e sui poveri. Insieme ai fratelli vescovi negli Stati Uniti, sono grato per la saggezza e la guida del Santo Padre e promettiamo il nostro continuo impegno a evangelizzare e costruire un mondo più giusto e fraterno, che rispetti l’integrità della creazione di Dio».

© Osservatore Romano - 19 febbraio 2020




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