Rassegna stampa etica

ROMA: IN ARRIVO LA MARCIA NAZIONALE PER LA VITA

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Questa IX Edizione è il segno dell'esistenza di un popolo che non si arrende e che vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce. Sabato 18 maggio, il ritrovo è in piazza della Repubblica (nei pressi della Stazione ferroviaria Termini) alle ore 14.30

Locandina IX Marcia Nazionale per la vita 18.5.2019Mancano pochi giorni al più importante evento pro-vita e pro-famiglia d'Italia. Il motto di questa IX Edizione della Marcia nazionale per la vita, in particolare, sarà: «Chiediamo alla politica e alla società civile di tutelare la vita, senza compromessi e di metterla di nuovo al centro del dibattito pubblico: eliminare i finanziamenti pubblici alla legge sull'aborto».

Il prossimo 18 maggio dunque il “popolo della vita” scenderà ancora una volta in strada, come fa da ormai nove anni, per dire che l’aborto è un omicidio, non è assolutamente la soluzione dei problemi che possono spingere una donna a questo gesto estremo, che niente può giustificare la soppressione di un essere umano. E che il concepito è un essere umano non lo ha certo inventato il Papa ma la scienza, come peraltro dimostra l’altissimo numero di medici obiettori, i quali sanno bene, in virtù della loro formazione culturale e scientifica, che ogni aborto è sic et simpliciter un assassinio.

Ma dopo quasi quarant’anni dall’entrata in vigore della legge 194 sulla “interruzione volontaria della gravidanza” e circa sei milioni di bambini morti, marciare per l’abrogazione di un provvedimento liberticida è diventata anche una questione vitale per la sopravvivenza. La nostra.

Viviamo infatti in una società in grave crisi economica e sociale. Crisi sociale dovuta all’“inverno” demografico che minaccia di far estinguere il nostro popolo e crisi economica diventata ormai strutturale, come spiegano sempre più numerosi economisti, proprio a causa della progressiva diminuzione del numero di giovani lavoratori, di consumatori, dell’aumento della pressione sul welfare da parte dei sempre più numerosi anziani che hanno bisogno di assistenza e cure mediche.

I sei milioni di cittadini italiani soppressi fino ad oggi dalla legge n. 194/1978 sono quelli che avrebbero dovuto pagare le nostre pensioni, che avrebbero dovuto acquistare i beni prodotti dalle nostre imprese aumentando la ricchezza del Paese, che avrebbero potuto accudire i genitori divenuti anziani e pagare quelle tasse necessarie a tenere in piedi il “sistema Paese” che adesso gravano su una platea di contribuenti che si va restringendo sempre più.

E proprio per rimpiazzare questi milioni di connazionali mancati che stiamo “importando” a dosi sempre più massicce immigrati. E questo con tutti i problemi che ciò comporta, nel bene e nel male.

Come pure c’è chi invoca con insistenza l’introduzione della “dolce morte”, l’eutanasia, per far fuori i vecchi divenuti improduttivi e domani tutti quelli che non avranno più uno straccio di pensione o familiari che potranno assisterli.

Di questo passo un bel giorno, si fa per dire, ci sveglieremo al suono delle giaculatorie degli imam che alle cinque del mattino daranno la sveglia dai minareti delle moschee, in città popolate da africani, mediorientali e asiatici nelle quali lavoreremo quattordici o quindici ore al giorno in fabbriche di proprietà cinese e in cui le vacche, diventate sacre, passeggeranno per i viali.

Tutto questo potrà anche essere un futuro piacevole e auspicabile per qualcuno. Poi però non lamentiamoci se dell’Italia di Dante, Petrarca, Francesco D’Assisi e Manzoni, della cultura, dello stile e del ben vivere, che hanno reso più civile l’Europa e l’Occidente, non sarà rimasto che un vago ricordo di cui leggere su qualche libro polveroso.

Giuseppe Brienza-Pietro Licciardi

Rete Famiglie Roma [1]

www.retefamiglieroma.it



[1] Associazione che si batte per la promozione della Dottrina sociale della Chiesa e la difesa dei “valori non negoziabili”. Ha aderito fin dall’origine e sarà presente, anche quest’anno, alla Marcia nazionale per la vita. Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..