Rassegna stampa etica

Risoluzione dell’Onu per combattere il fenomeno. Lo stupro come arma di guerra

la ciociaraIl Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina) una risoluzione volta a combattere l’uso dello stupro come arma in guerra. Gli Stati Uniti avevano inizialmente minacciato di porre il veto perché conteneva espressioni che avrebbero potuto esprimere sostegno a pratiche abortive.
Nel testo finale approvato tale riferimento è stato eliminato. Nella riunione dedicata a questo drammatico tema prima del voto hanno partecipato, tra gli altri, il segretario generale António Guterres e i premi Nobel per la pace Nadia Murad, la giovane yazida sequestrata e tenuta in ostaggio dal sedicente stato islamico, e Denis Mutwege, il medico della Repubblica Democratica del Confo specializzatosi proprio nella cura delle donne vittime di stupro.
Il segretario generale Guterres ha spiegato che «nonostante numerosi sforzi, la violenza sessuale continua a essere una caratteristica orribile dei conflitti in tutto il mondo», e che gruppi di attivisti hanno dimostrato che «è usata deliberatamente come arma di guerra». «Dobbiamo riconoscere che lo stupro in guerra colpisce in larga misura le donne perché è collegato a questioni più ampie come la discriminazione di genere», ha proseguito, sottolineando che c’è «un’impunità diffusa» e la «maggior parte di questi crimini non viene denunciata, investigata o perseguita». Infine, il segretario generale dell’Onu ha incoraggiato il Consiglio di sicurezza a «lavorare insieme per superare le differenze», sottolineando che «la risposta globale deve garantire la punizione degli autori e il sostegno completo ai sopravvissuti».
Secondo i dati delle Nazioni Unite, la stragrande maggioranza delle vittime delle guerre odierne si riscontrano tra i civili, per lo più donne e bambini. In particolare le donne possono essere esposte a gravi forme di violenza sessuale, che non di rado sono messe in atto in modo sistematico allo scopo di ottenere obiettivi precisi militari o politici.
Durante le guerre o in paesi ad alta conflittualità, come la Repubblica Democratica del Congo, spesso vengono commessi stupri allo scopo di seminare il terrore tra la popolazione, di disgregare famiglie, di distruggere comunità, e, in alcuni casi, di modificare la composizione etnica della generazione successiva. Talora è stato accertato che si fa ricorso allo stupro per contagiare deliberatamente le donne con il virus dell’Hiv o rendere le donne appartenenti alla comunità presa di mira incapaci di procreare.

© Osservatore Romano - 24-25 aprile 2019