Rassegna stampa etica

Quelle subdole invisibili barriere

Quelle subdole invisibili barriereE poi ci sono i muri invisibili. Quelli che non puoi toccare, ma che a volte sono invalicabili al pari di quelli di cemento, di acciaio e di filo spinato che segnano i confini tra Stati. Sono i muri dell’egoismo che si cela, ad esempio, dietro alle parole formali della diplomazia, la quale, di fronte all’ennesima emergenza — vedi quella dei profughi afghani — si riempie la bocca evocando il dovere della solidarietà, per poi sostenere che è meglio se i migranti li ospitano i Paesi vicini. Aiutiamo loro, così non vengono da noi. Ed eccolo lì il muro che non si vede, l’ennesimo accordo sulla pelle dei disgraziati di turno, costretti in qualche squallido campo profughi, in balia — è già accaduto — di funzionari corrotti, se va bene, o del clan che controlla la zona. Merce di scambio.

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