Rassegna stampa etica

Comitato Difendiamo i Nostri figli - fine anno: Quando nella città non si trova più un uomo, sii tu quell’uomo

CDNFCari amici della famiglia,

questa newsletter di dicembre coincide, come sempre, con la fine dell’anno ma anche con la chiusura della 17.ma legislatura della Repubblica iniziata nel 2013. Un quinquennio turbolento in cui si è attentato in ogni modo ai principi fondamentali del buon senso comune e alla stessa antropologia umana. Ferite profonde sono state inferte alla legislazione italiana con la manomissione della famiglia naturale descritta nell’articolo 29 della Costituzione e l’introduzione dell’eutanasia per fame e per sete.

Il Comitato Difendiamo i Dostri Figli è nato il 2 giugno del 2015 in condizioni di emergenza, dopo una manciata di giorni di febbrile preparazione, e tuttavia ha avuto il grande merito di organizzare l’unica grande resistenza all’offensiva legislativa contro la famiglia, la vita e la libertà educativa. In questi due anni e mezzo, il nostro sforzo ha consentito di depotenziare i provvedimenti ideologici portati avanti dai governi Renzi – Gentiloni. Infatti, solo grazie al popolo che ha riempito le piazze di Roma e di tutta Italia si è arrivati allo stralcio della stepchild adoption e alla modifica delle linee guida per l’educazione di genere nelle scuole.
Tante sfide ci aspettano ancora, per questo il presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, Massimo Gandolfini, rivolge a tutti noi questo breve messaggio di fine anno che ci esorta a rimanere vigili:
Non è mai facile sintetizzare in poche righe il consuntivo di un anno passato e formulare le speranze per l’anno che viene. Il 2017 si è chiuso con la ferita della legge che introduce in Italia l’eutanasia omissiva l’abbandono del malato critico. Il tutto violando addirittura il diritto all’obiezione di coscienza. Siamo arrivati all’assurdo di garantire la clausola di coscienza per la sperimentazione animale e negarla per la vita della persona umana. Comunque, non serve rassegnarsi a leccarsi le ferite. Dobbiamo trovare ancora più coraggio, determinazione e forza per proseguire la nostra missione di promuovere la cultura della vita e la politica dei principi. Siamo riusciti a bloccare in commissione il ddl sull’educazione di genere nelle scuole italiane e a raddrizzare in modo significativo le Linee Guida sulla legge 107. Ora ci attende la scadenza elettorale: abbiamo la concreta possibilità di bocciare uomini e forze responsabili della grave deriva antropologica di cui è vittima la nostra società (unioni civili, divorzio breve, eutanasia …), ed il compito di dare consenso e sostegno in chi ha creduto nel popolo del Family Day. Dichiareremo pubblicamente nomi e simboli. Abbiamo una grande sfida di fronte a noi, e tutti – ma proprio tutti – siamo chiamati in causa.
Augurando a ciascuno un Anno di impegno e lavoro assiduo, di grande unità e onestà, di sapienza e coraggio, vorrei ricordare le parole del profeta: “Quando nella città non si trova più un uomo, sii tu quell’uomo”.
Buon Anno.




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