Rassegna stampa etica

Perché non accada più

lacrima bimboFULDA , 27. «Troppo a lungo nella Chiesa si è negato l’abuso, si è girato lo sguardo e si è tenuto nascosto. Chiedo perdono per tutti i fallimenti e per tutto il dolore. Provo vergogna per la fiducia che è stata distrutta, per i crimini fatti a persone da parte di autorità della Chiesa e sento vergogna per i molti che guardano dall’altra parte, che non vogliono accettare quello che è successo e che non hanno pensato alle vittime. Questo vale anche per me.
Non abbiamo saputo ascoltare le vittime. Questo non deve rimanere senza conseguenze. Le vittime hanno diritto alla giustizia». Parole chiare ed accorate quelle con cui il cardinale arcivescovo di München und Freising, Reinhard Marx, ha presentato i risultati di una ricerca sugli abusi sessuali su minori «da parte di sacerdoti, diaconi e membri di ordini religiosi cattolici» commissionata dall’episcopato tedesco nel 2013 a un gruppo di ricercatori delle università di Heidelberg, Mannheim e Gießen. I dati, parzialmente anticipati nei giorni scorsi da alcuni organi d’informazione, sono stati presentati ufficialmente nel corso di una giornata dedicata allo studio e alla riflessione sul tema degli abusi, nell’ambito dei lavori della plenaria autunnale della Conferenza episcopale tedesca che si è conclusa oggi a Fulda. «Troppo a lungo abbiamo guardato altrove, per amore dell’istituzione e per difendere noi, vescovi e preti», ha commentato il presidente della Conferenza episcopale tedesca, il quale ha ammesso come «abbiamo spesso promosso un clericalismo che a sua volta ha favorito violenza e abuso». Per Marx il rapporto «mostra in modo chiaro ed esplicito che l’abuso sessuale su minori nella Chiesa cattolica non è affatto un tema superato». E ha rimarcato come questo studio dia «un profondo sguardo al passato», aggiungendo che «lo sguardo sul passato era ed è necessario, per affrontare con determinazione un nuovo capitolo». In questo senso il cardinale ha ricordato come a partire dal 2010 in seno alla Conferenza episcopale tedesca sia iniziato un impegno concreto per prendere anche «le relative misure, dando l’assoluta priorità a un incondizionato orientamento alle vittime, al fine di evitare altre vittime». Per il vescovo di Trier, Stephan Ackermann, responsabile della Conferenza episcopale tedesca per le questioni legate agli abusi sessuali nella Chiesa, la conseguenza più immediata sarà che i vescovi dovranno «procedere con maggiore coerenza» contro gli abusi con tutte le misure possibili che, ha sottolineato, «falliscono se non sono incorporate in una struttura ecclesiastica e in strutture che impediscono efficacemente l’abuso di potere».

© Osservatore Romano - 28 settembre 2018


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