Rassegna stampa etica

Per una risposta unitaria alla crisi ecologica

bartolomeo agnellinoPatriarca Bartolomeo

La crisi ecologica ha rivelato che il nostro mondo costituisce un insieme unico, che i nostri problemi sono universalmente condivisi. Ciò significa che nessuna iniziativa o istituzione, nessuna nazione o società, e nemmeno la scienza o la tecnologia, sono in una posizione tale da poter rispondere da sole alla crisi, senza collaborare strettamente. La nostra risposta esige la convergenza e la spinta comune delle religioni, della scienza e della tecnologia, di tutti i settori sociali e le organizzazioni, come anche di tutte le persone di buona volontà.
Ciò che serve è un modello di cooperazione e non un metodo di competizione; dobbiamo lavorare in maniera collaborativa, complementare. Purtroppo, però, oggi assistiamo a interessi economici e modelli geopolitici che operano contro una tale cooperazione nel campo della tutela ambientale.
Dobbiamo ricordare che il cambiamento climatico è una questione strettamente collegata al nostro attuale modello di sviluppo economico. Un’economia che ignora gli esseri umani e i bisogni umani porta inevitabilmente allo sfruttamento dell’ambiente naturale.
Sin dall’inizio abbiamo sottolineato l’interconnessione tra problemi sociali e ambientali, come anche la necessità di affrontarli congiuntamente e in collaborazione. Preservare e proteggere l’ambiente naturale, come anche rispettare e servire gli altri esseri umani, sono due facce della stessa medaglia. Le conseguenze della crisi ecologica — che colpiscono prima di tutto e anzitutto le persone socialmente ed economicamente vulnerabili — sono una grave minaccia alla coesione sociale e all’integrazione.
Inoltre, c’è uno stretto legame tra prendersi cura del creato e adorare il creatore, tra un’economia per i poveri e un’ecologia per il pianeta. Quando feriamo le persone, danneggiamo la terra. Pertanto, la nostra avidità estrema e il nostro spreco eccessivo non solo sono inaccettabili dal punto di vista economico; sono anche insostenibili da quello ecologico.
Tutti noi siamo chiamati a mettere in discussione — ma anche a cambiare — il modo in cui consumiamo, al fine di imparare come conservare per il bene del nostro pianeta e a beneficio dei suoi abitanti. Quando con-serviamo riconosciamo che dobbiamo servire gli uni gli altri. Conservare implica condividere la nostra sollecitudine per la terra e i suoi abitanti. Indica la capacità di vedere nel prossimo, in ogni altra persona, il volto di ogni essere umano e in ultimo il volto di Dio.

© Osservatore Romano - 7  giugno 2018.

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