Il card. ParolinIl segretario di Stato conclude il festival della dottrina cattolica

Tutti i credenti devono «prendere coscienza della dimensione sociale della fede», che deve quindi incarnarsi «in ogni ambito». In particolare «l’amore di Cristo va testimoniato con la difesa della vita nascente e della vita che si spegne, l’inclusione sociale dei poveri, l’instaurazione di una sana economia mondiale». È questo il dettagliato e impegnativo “programma di lavoro” affidato dal cardinale Pietro Parolin ai partecipanti al Festival della dottrina sociale della Chiesa che si è concluso domenica 26 novembre a Verona.
Nella messa che ha chiuso la quattro di giorni di incontri, il segretario di Stato ha ricordato che in quest’ottica di attenzione alla dimensione sociale, «l’amore di Cristo» va testimoniato anche «aiutando le persone che sono chiamate a operare nel sociale e nel politico» a prepararsi al loro compito, «non dimenticando che tutto deve essere finalizzato al servizio del bene comune, al servizio di ogni uomo, di tutto l’uomo e di tutti gli uomini». L’impegno è decisivo perché, ha spiegato il porporato, viviamo «in una società dominata da un neo-individualismo radicale e da una prevalente indifferenza nei confronti dell’altro, come anche da una certa paura nei confronti del futuro». Si assiste, ha aggiunto, al «deficit di una politica “amica della persona”» e alla mancanza «di una visione a lungo raggio». In questo senso «la dottrina sociale va conosciuta, studiata, comunicata, sperimentata e, quindi, testimoniata», perché essa «offre l’ideale storico e concreto di una nuova progettualità relativa alla società, all’economia e alla democrazia». I cristiani, ha esortato il cardinale Parolin, in virtù del dono dello Spirito Santo devono essere protagonisti «di un nuovo umanesimo integrale, aperto alla trascendenza e alla convivialità, vivendo nel mondo con una capacità accresciuta di vero e di buono». Solo così potranno assolvere alla missione «di trasfigurazione di tutte le realtà terrene: la famiglia, il lavoro, l’impresa, l’economia, la cultura, la politica». Come vivere, in concreto, tale impegno «in un mondo sempre più globalizzato»? Innanzitutto, ha detto, consolidando «i semi della libertà, della fraternità, della solidarietà e della giustizia sociale». E, come sottolineato anche dalla liturgia del giorno (il giudizio finale descritto da Matteo al capitolo 25), avendo sempre un’attenzione preferenziale per gli ultimi. Proprio dallo «scenario della fine dei tempi, in cui Cristo signore dell’universo appare vincitore di tutte le potenze del male e della morte», ha concluso il porporato, «viene l’ammaestramento che lavorare per una civiltà dell’amore non è vano». Anzi, «in un contesto di crescente stemperamento di identità» e di «spinte oligarchiche e populiste», diventa quanto mai «urgente la rivalutazione della genialità del cristianesimo e l’unità nell’impegno a strutturare le società quali “sobb orghi” della città di Dio». Come suggerito dal tema stesso del festival («Fedeltà è cambiamento»), bisogna tener conto che «il cambiamento sociale, tecnologico e culturale crea “b ene-essere” per la società, per l’economia e aumenta anche la felicità»; ma ciò accade se, ha detto il cardinale Parolin, il cambiamento «è compiuto entro l’alveo della verità dell’uomo, della sua altissima dignità, quella di figlio di Dio». A margine del Festival, il segretario di Stato ha anche affrontato il tema dei migranti. Sollecitato dai giornalisti riguardo all’ultima tragedia consumatasi presso le coste libiche, ha detto: «Dobbiamo tradurre nella vita, nell’operatività, il testo del Vangelo: riconoscere in ogni persona il nostro fratello». Occorre, ha aggiunto, «concretezza di intervento». Il fenomeno migratorio, del resto, è «il tema di fondo del dibattito politico» e «come cristiani dobbiamo proporre la nostra posizione e insistere perché, al di là di quelle che sono le competenze specifiche, ci sia una dimensione umana e cristiana nei confronti del fenomeno della migrazione, quindi un atteggiamento di apertura».

© Osservatore Romano - 27-28 novembre 2017

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