Rassegna stampa etica

Per un web dal volto umano

siti webÈ segnato dal dispiacere e incalzato dai rimpianti l’inglese Tim Berners-Lee, 63 anni, il padre di internet. Quando, nel 1989, creò il codice del web, si era detto entusiasta di tale creazione perché avrebbe cambiato, in meglio, il volto del mondo. Dopo quasi trent’anni, Berners-Lee ha fatto marcia indietro e in un’intervista pubblicata sull’ultimo numero della rivista statunitense «Vanity Fair» confessa i dubbi che da tempo lo assillano.
«Il web — afferma — ha rovinato l’umanità invece che servirla, come avrebbe dovuto fare, e l’ha rovinata sotto molti aspetti. È arrivato a produrre un fenomeno su larga scala che è anti umano». Insomma sembra proprio che si sia raggiunto l’obiettivo antitetico rispetto a quello iniziale. Nell’ammettere questa amara verità Berners-Lee — scrive la giornalista Katrina Brooker — è imbarazzato, balbetta e salta qualche parola. Lavorava al Cern di Ginevra quando, ventinove anni fa, ebbe l’idea di trasformare l’allora oscura rete internet, usata negli anni Sessanta dal Pentagono, in una piattaforma per aiutare gli scienziati a scambiarsi i dati. Scrisse il codice del web e lo diffuse gratuitamente, non ricavandoci un dollaro, con l’idea di farne una piattaforma aperta, a disposizione di tutti. «Sin dall’inizio di quel processo intuii che quell’invenzione avrebbe potuto sortire effetti devastanti se fosse caduta nelle mani sbagliate». E così è stato, almeno in parte. Di conseguenza ha trascorso la seconda fase della sua vita a mettere in guardia sugli eccessi della rete e nel 2009 ha istituito la World Wide Web Foundation con l’obiettivo di mantenere lo spirito iniziale e prevenire i rischi. «La sua profezia — scrive «Vanity Fair» — si è avverata quando è emerso che gli hacker russi hanno interferito sulle elezioni presidenziali statunitensi del 2016 e quando Facebook ha ammesso di aver fornito i dati di oltre ottanta milioni di utenti a un’azienda, Cambridge Analytica, che ha erogato servizi politici alla campagna di Donald Trump». Tutto ciò ha spinto Berners-Lee a intraprendere la terza fase della sua vita e a impegnarsi nella missione di salvare la sua invenzione. L’obiettivo, afferma nell’intervista, è di re-decentralizzare il web, in modo da ridare alle persone, invece che alle grandi aziende della Silicon Valley, il controllo dei propri dati. A tal fine, Berners-Lee ha creato Solid, un progetto del Mit, che fornisce ai programmatori gli strumenti per costruire applicazioni social decentralizzate, completamente diverse da quelle attuali, in modo che la privacy sia garantita e i dati siano davvero di proprietà degli utenti, salvaguardandoli dalle interferenze e dalle violazioni dei giganti digitali.

© Osservatore Romano - 11 luglio 2018

Share this post

Submit to FacebookSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.