amore in famigliaVALLETTA , 15. La Chiesa rispetta pienamente la dignità di ogni persona ed è determinata ad accogliere tutte quelle che scelgono relazioni affettive differenti dal matrimonio cristiano. Al tempo stesso ribadisce con altrettanta decisione che il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna. È quanto affermano i presuli maltesi dopo che il parlamento nazionale ha dato il via libera alla legalizzazione delle nozze tra persone dello stesso sesso.
La presa di posizione è contenuta in una nota firmata congiuntamente dall’arcivescovo di Malta, Charles Jude Scicluna, e dal vescovo di Gozo, Mario Grech. «Il matrimonio rimarrà sempre il legame esclusivo tra un uomo e una donna, aperto alla procreazione dei figli», scrivono, sottolineando come «il matrimonio tra uomo e donna è il modello che è sempre stato abbracciato dall’umanità e non solo dalla visione cristiana». Adesso, invece, con l’intro duzione di «un concetto neutro di matrimonio civile aperto a ogni tipo di coppia — scrive l’episcopato — la legge mette da parte le differenze e la reciprocità naturale che esiste tra uomo e donna». Così facendo, «le radici antropologiche della famiglia vengono tagliate fuori». E ciò ha, come conseguenza, «l’imp overimento della società», perché «invece di accettare la diversità» viene «imposta l’uniformità nel modo con cui si esprimono le relazioni umane». Tuttavia, viene ribadito, la netta contrarietà alle nozze tra persone dello stesso sesso non esclude, anzi in un certo senso sollecita, un impegno ulteriore nell’opera di accoglienza e di accompagnamento pastorale. «La Chiesa — si legge nella nota — rispetta pienamente la dignità di ogni persona, indipendentemente dalle scelte fatte e dalle relazioni intraprese», perché «per la Chiesa, ognuno è importante, in quanto creato a immagine e somiglianza di Dio». In tale prospettiva, sottolineano ancora monsignor Scicluna e monsignor Grech, «la Chiesa è impegnata ad accogliere, accompagnare e assistere quelle persone che scelgono relazioni affettive o stili di vita diversi dal matrimonio cristiano». Lo sguardo e la preoccupazione dei vescovi maltesi si rivolge poi alla tutela dei bambini e delle donne: «La Chiesa — prosegue la nota — spera che questa legge non sia seguita da misure che sviliscono la dignità dei minori, come l’utero in affitto o la donazione di gameti». Di qui, l’appello alla società affinché continui a «riconoscere che i bambini sono un dono e richiedono sempre un ambiente appropriato per il loro concepimento, la loro nascita e la loro crescita, che dovrebbe avvenire in modo sereno e colmo d’amore».

© Osservatore Romano - 16 luglio 2017

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