alfie evansCOSA RESTA DA FARE A PAPÀ E MAMMA EVANS?
RISPETTARE IL SILENZIO MEDIATICO IMPOSTO DAL GIUDICE SU DATA E ORA (CON OGNI PROBABILITÀ DOMANI) E CONSEGNARE SENZA FARE STORIE IL LORO BAMBINO AI SUOI AGUZZINI O PERCORRERE LA STRADA DELLA RIBELLIONE “INTEGRALE” ALL’INGIUSTIZIA ACCENDENDO I RIFLETTORI SULLA SUA MORTE DOPO AVERLO FATTO PER LA MAGGIOR PARTE DELLA SUA VITA, FACENDO DIVENTARE ALFIE UN SIMBOLO DELL’INTANGIBILITÀ DELLA VITA UMANA PIÙ DI QUANTO GIÀ NON LO SIA?

di Giuseppe Focone

Cosa succederà adesso che la macchina di morte sembra avere inesorabilmente imboccato la dirittura di arrivo e ora che la vita di Alfie sta per essere ghermita da un sistema medico-legale che non ne riconosce la dignità?
Paradossalmente, quello che accadrà nelle prossime ore, dipenderà da ciò che faranno i genitori del piccolo.
Non che si possa pretendere da loro più di quello che hanno già fatto. Questi due ragazzi poco più che ventenni sopportano da lunghi mesi l’insopportabile e forse chi scrive al loro posto sarebbe crollato già da tempo.
Però non vi è dubbio che il modo in cui reagiranno all’ingiustizia che stanno subendo inciderà in maniera determinante su tutta la vicenda e sulle successive conseguenze.
Due sono gli scenari possibili: da un lato Tom e Kate potranno decidere di rispettare il silenzio mediatico imposto dal giudice su data e ora del distacco dei supporti vitali che tengono vivo Alfie nonché sul luogo dei successivi funerali come scelsero i Gard per il loro piccolo Charlie e la tragedia si consumerà nel segreto affinché il tutto possa presto cadere nello stesso oblìo che inghiotte quei bambini “staccati” senza che le loro storie arrivino sui giornali. Così vorrebbe il sistema, che già in queste ore sta premendo sugli Evans, magari dietro promesse di fondi per fondazioni a nome di Alfie e altre accattivanti promesse apparentemente irresistibili per ragazzi così giovani, così provati e con tanta vita ancora davanti.
Dall’altro papà e mamma Evans potrebbero decidere di scegliere la strada, diametralmente opposta, quella della ribellione “integrale” all’apparato che, ritenendola inutile e meritevole unicamente di essere terminata, non riconosce alcuna dignità alla vita del figlioletto malato e impedisce loro la libertà di provare ancora a curarlo dove avrebbero voluto; Invece di accettare che il silenzio avvolga la fine di Alfie potrebbero scegliere al contrario di accendere i riflettori anche sulla sua morte dopo averli tenuti accesi per la maggior parte della sua vita, preferendo farselo “ammazzare tra le braccia” davanti al mondo intero come un martire innocente piuttosto che consegnarlo, pur con la morte del cuore, ai suoi aguzzini.
Non c’è consiglio da dare né esortazione né ombra di futuro giudizio, così come non ci fu per la scelta del silenzio compiuta da Chris e Connie Gard.
Non vi è dubbio, però, che solo una resistenza ogni oltre limite da parte dei suoi genitori, farebbe diventare il piccolo #Alfie un simbolo più di quanto già non lo sia e potrebbe spingere qualche governo amico o qualche istituzione internazionale a provare in extremis a salvare il piccolo condannato chiedendo agli inglesi di fermare la macchina di morte.
A noi, che abbiamo imparato ad amare Alfie così come imparammo ad amare Charlie, tocca continuare a sperare oltre ogni speranza.

PRESENTE NELLA VERSIONE PER ABBONATI, 12 aprile 2018

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