Rassegna stampa etica

Mio marito in stato vegetativo, io lasciata sola

Chi assiste un famigliare in stato vegetativo non può ricevere sussidi economici dall’amministrazione comunale se non ha un mutuo per l’acquisto di una casa a proprio carico. Accade in questi giorni a Verona, dove la signora Maria cura da 4 anni il marito Giuseppe Bari, che chiama affettuosamente Bepi, il quale da quello sfortunato 18 luglio 2004 – l’uomo aveva 68 anni – si trova in una situazione di "stato minimo di responsività", come si dice nel freddo linguaggio medico.

«La Regione Veneto ci offre 400 euro mensili per pagare la retta dell’ospedale a fronte di un costo di 1.400 euro ogni mese, 44 euro al giorno – spiega la signora Adduci, mentre scartabella con le carte, lettere, ritagli di giornali che testimoniano la sua odissea – ma il Comune non ci dà niente. Quando sono andata a chiedere un sostegno economico, visto che mio marito ha un’invalidità del 100%, mi è stato risposto che potrei riceverlo se disponessi di un mutuo acceso in banca. Ma siccome vivo in un appartamento in affitto, non rispondo ai requisiti e quindi non ricevo nulla».
Oltre a tutto, a lei, che appartiene all’Asl 20, viene chiesto un contributo di 44 euro al giorno, mentre a chi risiede nell’Asl 21 e 22 il contributo richiesto è di 23 euro al giorno. Continua su E' Famiglia

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