Rassegna stampa etica

LA VIOLENZA ARCHETIPICA, IL DEGRADO SIMBOLICO E IL COMPITO DEI CATTOLICI NEL GIORNALISMO

dito creatoreProprio nel mese di Luglio l'intenzione di preghiera del Santo Padre è la seguente:

"Preghiamo affinché le famiglie di oggi siano
accompagnate con amore, rispetto e consiglio." (vd Angolo dell'orazione Luglio 2020 - Apostolato della Preghiera)

 

Uno dei modi per accompagnare bene le famiglie, con amore, rispetto e consiglio, un suo pre-requisito, per così dire, è riconoscere che senza un papà ed una mamma non c'è civiltà, non c'è Bene Comune, non c'è la Persona.

Ribadire questa "ovvietà" in tempi marcatamente ideologici è un gesto contro-corrente.

Alla base del soggettivismo odierno c'è l'estremizzazione del "mi sono fatto da me con le mie scelte". Non conta ciò che ho ricevuto ma ciò che io scelgo di essere perché l'essere sia.
Questo è un cortocircuito di logica e di metafisica.

Eppure talmente forte è la spinta ideologica che essa nega, rimuove, obnubila il reale con la pretesa di ri-creare, con la forza del pensiero, il reale stesso. Uno stato infantile e poi adolescenziale di approccio alla realtà; colmo di narcisismo riflessivo, esistenziale e, dolentemente, vocazionale.
Qui fanno presa le ideologie, affinché il "tuo corpo sia bruciato dall'idea". Cosa c'è di più gratificante per il nostro io malato?
Un luogo dove la fede, in quella distorsione, ha sostituito la Fede.

Questo modo di pensare, di percepirsi, di fare, si muove ai confini tra il delirio psicotico e la normalità ed è molto pericoloso non solo per la Persona ma anche per tutto il Bene Comune perché simula, molto bene, deformando le strutture archetipiche che esistono e che danno voce al reale e alle dimensioni corrette dei simboli.

Perché dunque parlare di "famiglia", di mamma e papà? Meglio parlare di "famiglie" dove non c'è il dono ma la simulazione del dono la deformazione di essere per gli altri quando si è esclusivamente per sé stessi per "l'io scelgo".

Questo è il compito delle ideologie deformare il reale e minare la dimensione archetipica.

Già nella Costituzione - ma non nei padri costituenti, di ogni estrazione e sensibilità - la dimensione "Famiglia", naturalmente garantita e soprattutto riconosciuta, è un po' in ombra.
Perchè dato acquisito, ovvio.
Ora, per un disegno mosso da lontano, dell'attuale governo e dalla deformazione dei Cinque Stelle (questo i miei amici cattolici del Movimento lo devono aver ben chiaro) questa dimensione vuole essere ri-scritta. I motivi sono personali e tutti legati alla matrice che c'è dietro le ideologie che è il "senso di colpa" su cui non mi dilungo, per ora.

La ri-scrittura Costituzionale - e non la sua esplicitazione splendente, come sarebbe giusto - è proprio il leit motiv di una certa sinistra e del Movimento Cinque stelle.

La proposta Zan si inserisce qua, in questo allineamento deformato e febbricitante di ri-scrittura Costituzionale e di ri-scrittura deformata del reale.

Il problema della legge non è soltanto in quello che direttamente dice ma in quello che dice indirettamente.

Soltanto chi è nella menzogna non ne riconosce la pericolosità per il Bene Comune.

L’onorevole Boldrini dunque, e chi come Lei, non mente, ma è talmente immerso nella distorsione che non ha, oggettivamente, più alcuna credibilità per il Bene Comune. E gli accenti sulla declinazione femminile per sconfiggere la misoginia e le strutture maschiliste della società, questo perenne voler vedere una battaglia anche dove non c’è e crearla per visioni manichee di veicolazione ideologica, passano di gran lunga in fondo davanti alla confusione che questa persona e queste persone hanno in sé e su tutto ciò che riguarda il Bene Comune. Sono inaffidabili.

Se dietro di me ho un panorama bellissimo su cui – temporaneamente – non posso girarmi per poterlo intanto gustare, necessito di uno specchio pulito, terso, non deformato per riempire il cuore di Bellezza. Ecco queste persone non sono questo specchio ma piuttosto uno “specchio deformato” che tradiscono – e non è una novità – proprio la “natura”, in questo caso dello specchio. Specchio viene dal latino specĕre, cioè “guardare”. Ma se lo strumento è distorto e fonda la sua autostima sulla distorsione come potrai guardare, finalmente, e vedere il reale e la sua bellezza?

Creare leggi inutili significa violentare la dimensione pedagogica della legge che è quella di avviarmi al reale e al rispetto del medesimo. La legge è uno strumento, un aiuto, un mezzo ed è, nell’esempio proposto, lo specchio. Meno è deformato e più potrò cogliere il reale.

Ma di certo chi ha avallato, anche solo nel lessico, termini ideologici e fortemente ideologici come omo-fobia e omotransfobia, persino nei suoi organi di stampa, come ha fatto Avvenire, il giornale dei Vescovi, ha perso la sua dimensione pedagogica in questo aspetto.
Ha perso la sua dimensione salante del reale, non è più specchio, il più possibile non deformato.

E viene da sorridere, ma con profonda amarezza, al pensiero con cui Marco Tarquinio, nei tempi dei comportamenti – certamente deprecabili, ancorché personali – del sig. Berlusconi, parlò dell’art 54 della Costituzione, della disciplina e dell’onore. Ci si chiede quale “disciplina ed onore” abbia un giornale che dovrebbe brillare come specchio e che invece veicola deformazioni e mode di turno su questo argomento.

Ma al termine di questa pur breve riflessione qual è il punto?

Il punto è che nessuno sta amando veramente, con passione e con rispetto, le persone con omo-affettività, il loro unicum e la loro bellezza.
Non le sta rispettando, non offre loro uno specchio per vedere la bellezza possibile e la bellezza possibile nella porta stretta. Che è per tutti.

E non è solo questione di fede ma di pre-requisito umano di ciò che è essere persona, compiuta, ricca, donata e donante.

Paul Freeman


#omofobia #omotransfobia #zan #ddlzan #omosessualità

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