Rassegna stampa etica

La moralità della somministrazione del vaccino anti-Covid

coronavirusRenzo Puccetti - fonte Facebook

In riferimento ad un editoriale del direttore della NBQ del 28 dicembre 2020 riguardo i vaccini che può suscitare incertezza riguardo la moralità della somministrazione del vaccino anti-Covid attualmente reso disponibile nel nostro Paese, in relazione all’impiego di linee cellulari ottenute da aborti volontari eseguiti 40-50 anni fa, penso di fare cosa utile, in qualità di medico e bioeticista, puntualizzare alcuni aspetti:

1) Non esiste un divieto morale assoluto all’uso di vaccini che abbiano utilizzato nel loro sviluppo linee cellulari ottenute da feti abortiti oltre 50 anni fa.

2) A scopo didattico: la collaborazione morale all’aborto di quei due bambini innocenti fonte delle cellule usate è infatti tanto inesistente quanto lo sarebbe il trapianto terapeutico a distanza di decenni degli organi conservati di una vittima di omicidio. In entrambi i casi vaccinare e vaccinarsi (o trapiantare e ricevere il trapianto) non condividerebbero l’intenzione dell’aborto (o dell’omicidio), né potrebbero avere favorito retroattivamente l’esecuzione dell’aborto (o dell’omicidio), come invece può accadere in presenza di un continuo approvvigionamento di nuovi tessuti fetali.

3) Che non vi sia una proibizione assoluta è stabile insegnamento del magistero della Chiesa, dai pronunciamenti della Pontificia Accademia per la Vita, alle istruzioni Donum vitae e Dignitas personae, all’enciclica Evangelium vitae che costantemente hanno sottolineato che i termini della questione hanno a che fare con la collaborazione al male dell’aborto e con il possibile scandalo.

4) La nota della Congregazione per la Dottrina della Fede della scorsa settimana non ha fatto altro che attualizzare ai vaccini contro il Covid l’insegnamento morale più volte espresso. Qualsiasi soggetto che attribuisca a tale nota il significato di un mutamento di giudizio, compie una falsificazione. Si può senz’altro condividere la critica rivolta nell’editoriale della NBQ nei confronti dell’inerzia dei responsabili della comunicazione vaticana nel rigettare letture distorte e malevoli e nei confronti di certi toni inappropriatamente simil messianici di accoglienza dei vaccini.

5) nello specifico, se, soddisfatte le clausole previste, è lecito assumere un vaccino che abbia utilizzato tali cellule per lo sviluppo, a fortiori è lecito l’impiego dei vaccini, come quello di Pfizer/Biontech attualmente in uso in Italia e quello di Moderna prossimo a venire, che hanno utilizzato tali cellule staminali non per lo sviluppo del vaccino, ma in alcuni esperimenti di verifica per produrre la proteina spike e avere una conferma post-produzione.

6) la stessa Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, così si è espressa riguardo ai vaccini di Pfizer e Moderna: “Data la gravità dell'attuale pandemia e la mancanza di disponibilità di vaccini alternativi, le ragioni per accettare i nuovi vaccini COVID-19 di Pfizer e Moderna sono sufficientemente gravi da giustificarne l'uso, nonostante il loro collegamento remoto a linee cellulari moralmente compromesse (Un collegamento materiale remoto è per la morale cattolica classica NON COLPEVOLE, n.d.r.). Inoltre, ricevere il vaccino COVID-19 dovrebbe essere compreso come un atto di carità verso gli altri membri della nostra comunità. In questo modo, essere vaccinati in sicurezza contro il COVID-19 dovrebbe essere considerato un atto d'amore del nostro prossimo e parte della nostra responsabilità morale per il bene comune”.

7) Per la morale classica, astenersi da un bene possibile con un mezzo che in sé non è malvagio, e lasciare invece che si compia il male è moralmente equivalente a causare il male. Questa è la ragione di fondo del giudizio di ammissibilità dei vaccini contro il Covid di Pfizer e Moderna da parte della Chiesa e della preferenza di questi a quello di Astra-Zeneca che invece ha impiegato cellule fetali in fase di sviluppo COVID in presenza di una possibilità di scelta (si preferisce così una collaborazione remotissima ad una remota). Per questo motivo l’idea che la Chiesa avrebbe dovuto attendere vaccini totalmente privi di qualsiasi connessione con l’impiego di cellule di origine illecita, esponendo, sulla base della letteratura medica attualmente disponibile (è proprio il cardinale Sgreccia ad avere insegnato che il giudizio bioetico deve partire dall’analisi del dato scientifico), un gran numero di persone ad un rischio evitabile, è una posizione eticamente NON accettabile e contraria all’insegnamento cattolico, e non la rende diversa il fatto che sia sostenuta da cattolici.

Infine: il fatto che si metta in dubbio il reale stato di necessità nel via libera al vaccino contro il Covid non stupisce, provenendo da chi, fino a pochi giorni fa, ha pervicacemente sostenuto, contro ogni evidenza scientifica, la possibilità che la mortalità da COVID sia dell’ordine di grandezza di quella causata dall’influenza stagionale.

Tanto dovevo, in scienza e coscienza.

Qui il link al documento della Conferenza Episcopale Americana
Qui il link alla mia trasmissione di questo sabato dedicata al tema su Radio Maria

Lunedì della II settimana di Pasqua

S. Teresa de Los Andes, novizia carmelitana (1900-1920)

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