Rassegna stampa etica

La difesa e sicurezza dell'Europa

Tavola Rotonda organizzata al Link University Campus sul tema "La difesa e sicurezza dell'Europa"

di Mons. Agostino Marchetto:

Sono grato del gentile invito e ai due Relatori e a quanti con me intervengono a questa Tavola Rotonda per la loro "expertise" che ammiro.

Mi sia permesso a questo punto di chiedervi di dedicare qualche momento piuttosto alla cornice del tema, al quadro che lo rende degno di tutta considerazione e attenzione, e cioè la pace "eccelso bene sociale".

Per evitare di dilungarmi e di riassumere, con rischi di non rispettare un recentissimo e molto denso pensiero pontificio espresso al riguardo, ho deciso di leggervelo. Si tratta della parte finale del discorso di Papa Francesco alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali sul sistema "Nation, State, Nation-State" del 2 Maggio u.s.

Leggo facendo qualche sottolineatura e brevissimo commento che nel mio testo non appariranno. Eccolo:

"[Bisogna] perseverare nella ricerca di processi atti a superare ciò che divide le nazioni e a proporre nuovi cammini di cooperazione, specialmente riguardo alle nuove sfide del cambiamento climatico e delle nuove schiavitù, come anche a quell’eccelso bene sociale che è la pace. Purtroppo, oggi la stagione del disarmo nucleare multilaterale appare sorpassata e non smuove più la coscienza politica delle nazioni che possiedono armi atomiche. Anzi, sembra aprirsi una nuova stagione di confronto nucleare inquietante, perché cancella i progressi del recente passato e moltiplica il rischio delle guerre, anche per il possibile malfunzionamento di tecnologie molto progredite ma soggette sempre all’imponderabile naturale e umano. Se, adesso, non solo sulla terra ma anche nello spazio, verranno collocate armi nucleari offensive e difensive, la cosiddetta nuova frontiera tecnologica avrà innalzato, e non abbassato, il pericolo di un olocausto nucleare.
Lo Stato è chiamato, pertanto, ad una maggiore responsabilità. Pur mantenendo le caratteristiche di indipendenza e di sovranità e continuando a perseguire il bene della propria popolazione, oggi è suo compito partecipare all’edificazione del bene comune dell’umanità, elemento necessario ed essenziale per l’equilibrio mondiale. Tale bene comune universale, a sua volta, deve acquistare una valenza giuridica più accentuata a livello internazionale. Non penso certo a un universalismo o un internazionalismo generico che trascura l’identità dei singoli popoli: questa, infatti, va sempre valorizzata come apporto unico e indispensabile nel disegno armonico più grande.
Cari amici, [...] come abitanti del nostro tempo, vi chiedo di collaborare con me nel diffondere questa coscienza di una rinnovata solidarietà internazionale nel rispetto della dignità umana, del bene comune, del rispetto del pianeta e del supremo bene della pace".

Per concludere Vi invito a leggere l'intero discorso pontificio perché trattasi di un altissimo e attualissimo "concentrato' di dottrina sociale della Chiesa, che dovrebbe essere conosciuto da quanti hanno a cuore i "destini" dell'unica famiglia umana.