Rassegna stampa etica

LA CHIESA E L’OMOSESSUALITÀ

La proposta francese di chiedere alle Nazioni Unite di depenalizzare l'omosessualità nel mondo, e di far inserire l'aborto tra i diritti universali dell'uomo, è il regalo dell'Unione Europea per il sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo (firmata a Parigi il 10 dicembre 1948). L'obiettivo degli estensori è quello di ottenere che in nessun Paese del mondo venga punita l'omosessualità, in sette addirittura si rischia la pena di morte: in Iran, Sudan, Mauritania, Nigeria, Arabia Saudita, Yemen, Emirati Arabi Uniti. L'intervento del rappresentante vaticano all'Onu, monsignor Celestino Migliore, ha scatenato il putiferio tra i mass media, a subito sono arrivati gli attacchi più o meno scomposti di tutte le forze di sinistra e laiciste, in testa le associazioni gay che vedono nell'intervento della Santa Sede come l'ennesimo atto di violenza e di discriminazione verso l'omosessualità. "Il Vaticano chiede solidarietà per i cristiani perseguitati, - afferma Franco Grillini, presidente di gaynet - ma mantiene la persecuzione per gli omosessuali, chiede libertà per sé e la nega per gli altri".

In pratica monsignor Migliore ha soltanto applicato la dottrina della Chiesa, ribadendo la linea della Santa Sede, da sempre contraria a qualsiasi discriminazione. La Chiesa è a favore del rispetto di ogni persona umana, monsignor Migliore ha ribadito quello che viene affermato con chiarezza nel Catechismo della Chiesa Cattolica e non da oggi: nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. La violenza contro gli omosessuali va punita come quella verso ogni altro essere umano, che sia ebreo, cristiano o musulmano. I diritti umani sono uguali per tutti e bisogna stare attenti a non creare troppe categorie e sottocategorie di protezione speciale dice Rocco Bottiglione. Se un individuo viene picchiato, deve essere difeso perché viene colpita la sua dignità di persona, non perché ha un orientamento sessuale particolare. Certamente nota Giovanni Maria Vian, direttore de L'Osservatore Romano, che Migliore ha voluto anche mettere in guardia l'opinione pubblica, sottolineando che ci sono organismi che lavorano ideologicamente per trasformare scelte personali in nuovi diritti. Infatti la difesa della persona non deve costituire la base o il pretesto per estendere o per promuovere le unioni omosessuali o per mettere in difficoltà, con pressioni e discriminazioni, gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come ‘matrimonio'. Non per nulla, quelli che hanno aderito alla proposta francese sono meno di 50, mentre più di 150 non vi hanno aderito. In pratica la stragrande maggioranza degli Stati è sulla stessa posizione della Santa Sede. Ma allora perché tutti questi attacchi contro la Chiesa? Perché fa comodo così, bisogna dipingere la Chiesa come retrograda e reazionaria, che considera l'omosessualità un reato, che vuole i gay in galera o meglio ancora sul patibolo come succede in certi Paesi islamici di cui Ratzinger (l'immancabile «papa nazista») vuole ora diventare alleato. Già vediamo gli irresistibili sketch di Sabina Guzzanti, la satira di Dario Fo, le poesie incivili di Andrea Camilleri, gli indignati commenti di Augias e di MicroMega. Il voltairiano «calunniate calunniate qualcosa resterà» sarà così, ancora una volta, messo in pratica. (Michele Brambilla, Storia di una bufala a mezzo stampa, 2.12.08 Il Giornale). Come sempre occorre stravolgere la realtà, è consuetudine da parte della sinistra fare campagne di disinformazione e non fa niente se la realtà è ben diversa come abbiamo visto, tanto peggio per la realtà. Bisogna sempre sostenere che la Chiesa vuole la forca, al pari di Ahmadinejad. Eppure basterebbe conoscere almeno un poco la storia - scrive Brambilla - - non dico la storia del cattolicesimo: la storia - per sapere che chi ha voluto trasformare in reati certi «peccati» si è sempre scontrato con la Chiesa, fino ad uscirne, e ad andare a ingrossare le file degli eretici. Savonarola, ad esempio, che impose alla Firenze di cui era divenuto padrone una dura teocrazia dove la polizia vigilava sui costumi privati a suon di multe, carcere e perfino pena di morte. Calvino, altro esempio, nella cui Ginevra i «concubini» venivano decapitati. È curioso: sono personaggi, costoro, che vengono sempre citati a modello da chi accusa la Chiesa di ogni nefandezza e oscurantismo. Quanto alle legislazioni degli Stati laici, forse può essere interessante dare un'occhiata all'anno in cui l'attività omosessuale tra adulti consenzienti ha cessato di essere considerata un reato penale. La prima fu la Francia, nel 1810. La seconda l'Italia, nel 1886. La terza la Polonia, nel 1932. Curioso anche questo: sono tre Paesi di lunga tradizione cattolica. Ma andiamo avanti. L'anglicana Gran Bretagna si decise solo nel 1967. La Germania comunista nel 1968. Un altro Paese «socialista», la Jugoslavia, abolì il reato di omosessualità solo nel 1977. La luterana Norvegia nel 1972. Israele nel 1988. Il «no» vaticano di ieri è dovuto ad altri passaggi contenuti nella proposta della Ue all'Onu.

DOMENICO BONVEGNA
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