Rassegna stampa etica

L’eutanasia è una sconfitta sociale e politica?

eutanasia 2Oggi 2018 la parola eutanasia si può definire una presa di “ coscienza incosciente ”, un  “fallimento illogico della società” , una “deplorevole incapacità di garantire la protezione della dignità umana “, specie verso il mondo della disabilità, del dolore, della sofferenza

L’eutanasia è un’offesa alla dignità della persona umana ! E’ un crimine contro la vita ! E’ un’ attentato contro l’umanità ! Essa si applica e si riconferma quale orrido omicidio, quale inconcludente “metodo” che vorrebbe mettere fine alla sofferenza della persona mediante il suicidio medicalmente assistito, tutto ciò non è che un “gesto” antimorale, antisociale, antiumanitario .

Legalizzare l’eutanasia, come si cerca disperatamente di fare, si configura come ingiustizia, come una fuga ed una rinuncia ad affrontare i reali e prioritari problemi, come quello che da oltre 38 anni i portatori di turbe psichiche attendono dal Parlamento, una Legge-quadro di Riforma dell’assistenza psichiatrica.

Comunque coloro chi dicono “motivazioni umanitarie” vogliono giustificare questo ignobile sistema di soppressione della vita umana !

Dobbiamo definirla una falsa pietà, un pietismo anomalo, una “norma” che fa perdere la dignità e con essa alcune capacità fisiche e mentali .

In Italia il diritto alla salute e quindi alla vita è sancito dall’art.32 della Costituzione “nel rispetto della persona umana”, ha una sua priorità e come tale esige interventi di tutela in modo coerente e coordinato

L’alimentazione e l’idratazione non sono strumenti atti di accanimento terapeutici, ma di semplice nutrimento su una persona, disabile, che è viva, ivi compreso l’assistenza Sanitaria ed i Servizi Sanitari come afferma  “ Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU ( art.25/f ) ratificata dal Governo dell’epoca il 20 febbraio 2009 con il disegno di legge n.2121 : speciale dossier ) .

Se come, forse, si presenta il budget del ricoverato ( così da me definito ritenuto l’altra faccia dell’eutanasia ) nuovo imbarbarimento delle coscienze, appare come una congiura di quanto avverrebbe nelle Strutture Ospedaliere in nome di un pseudo risparmio dove, pare, che il “paziente” in qualsiasi condizione di salute si trovi venga dimesso dalla Struttura, ancor più grave se trattasi di persona disabile, agonizzante in età avanzata.

Il budget del ricoverato, che non trova una sua collocazione nella normativa della “Convenzione”, potrebbe essere una “forma” che non è nelle regole statutarie, ma, in atto, per restringere i tempi di degenza dei pazienti e tale per  un superiore interesse del risparmio.

Se è così, allora è pura e mascherata eutanasia e da tempo  attendiamo una risposta di accertamento della verità dal Parlamento Italiano a richiesta di n/s Petizione giacente  presso le Commissioni

In Italia il cammino verso l’eutanasia e la sua eventuale legalizzazione, salvo il ricordo della Germania nazista che ne ha proposto il triste primato, l’ha introdotta la teoria social-liberale con una proposta di legge dell’On. Loris Fortuna, intesa  a disciplinare la sospensione delle terapie straordinarie destinate a prolungare inutilmente una vita.

Tra Legge dello Stato e Legge che ogni persona porta nella propria coscienza potrebbe portare alla considerazione che ciò che è ritenuto legale, come la possibile emanazione di una legge sull’eutanasia, non è morale per l’uomo.

E’ inconcepibile e stranamente contraddittorio (e lo diciamo da molto tempo ) che una società come la nostra che continua a riaffermare, giustamente, il valore della vita (no alla guerra, no alla pena di morte, no al terrorismo) che neghi questa vita attraverso il tentativo di instaurare quel presunto “diritto”, di “ licenza di uccidere”, come abbiamo richiamato sopra.

E’ necessaria, ancora, la partecipazione di noi tutti, cristiani o non, di considerare il nostro prossimo, perché il dolore e specialmente la solitudine non condannino nessuno alla disperazione, per i cristiani la vita è un dono di Dio, perché l’uomo fin dalla sua fecondazione inizia la sua meravigliosa avventura nel consesso umano.

Per gli uomini di buona volontà, resta imperativo il tenere alta la coscienza della grandezza del carattere sacro e del valore della vita umana in ogni momento ed in ogni occasione.

Per le persone in fase terminale, con tutta la considerazione ed il rispetto per questo “evento”, occorre aiutarli all’accettazione aspettando che la natura compia il suo ciclo, mentre gli psicologi dicono che la richiesta di morire è un forte grido di non essere lasciati soli nella drammaticità della vita che termina.ro quel profondo senso umano che mostra ripugnanza qualora il medico abbia un qualunque ruolo nell’uccisione di un paziente.

Il medico è quella persona alla quale il paziente si affida ed Ippocrate padre della medicina adottava il principio che “ l’uomo è ministro ed interprete della natura, se ad essa non obbedisce, ad essa però non comanda”.

Un “segno di speranza” ci è venuto da Papa Francesco con la parola “non parliamo solo di speranza, ma anzitutto con speranza” perché prevalga la voglia di non essere a favore di un tecnicismo e di un relativismo distruttivo .

Solo il Creatore ha diritto di vita o di morte !

E con le parole molto saggie del Santo Giovanni Paolo II° :”Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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