lui non e una malattiaRiceviamo e volentieri rilanciamo:

Nel Corriere della Sera di Lunedì 27 corrente mese leggo con rammarico come venga banalizzato il male scrivendo falsità sulla pillola abortiva Ella-One dei 5 giorni dopo, falsità per altro facilmente confutabili. A pagina 9 ad esempio viene asserito che il meccanismo di azione della suddetta pillola consiste nel ritardare o inibire l’ovulazione e che quindi non è una pillola abortiva ma un contraccettivo d’emergenza. Peccato che il Corriere non porti nessuno studio che lo confermi, questo forse perché non c’è proprio nessuno studio che possa avvallare questa tesi menzognera.
Ci sono invece studi medico-scientifici come quello di Pamela Stratton, ginecologa e ricercatrice al George Washington University Medical Center, pubblicato sulla rivista Fertility and Sterility nell'aprile del 2010 che ha evidenziato come la pillola dei cinque giorni dopo induca una significativa riduzione dello spessore endometriale, un incremento dei recettori ghiandolari per il progesterone ed una tendenziale maggiore incidenza di ritardo maturativo dell'endometrio, tutte alterazioni che ostacolano l'impianto dell'embrione, per cui parlare solo di "contraccezione" risulta eticamente, oltreché scientificamente e deontologicamente, scorretto. Comunque sia mi chiedo se questo giornale pensa che i suoi lettori siano tutti degli idioti da non capire che prendendo la pillola abortiva Ella–One dopo 5 giorni da un rapporto sessuale questa pillola può avere un effetto abortivo visto che il concepimento può già avvenire già dopo poche ore da esso.  Già il 4 febbraio 2014, l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) pubblicava il nuovo bugiardino della cosiddetta pillola abortiva del giorno dopo, il Norlevo, cedendo alla lobby dell’aborto. Decisione gravissima, perché nella nuova versione l’AIFA decideva di nascondere la realtà: cancellava la frase "il farmaco potrebbe anche impedire l'impianto" – definizione che ne esplicitava in modo chiaro l’effetto abortivo – sostituendola con l’impropria definizione "il farmaco inibisce o ritarda l'ovulazione".  Con tristezza ho letto come anche la Dottoressa Kustermann della Clinica Mangiagalli che ha migliaia di aborti sulla coscienza, avvalli la falsa teoria che la pillola dei cinque giorni dopo non è un farmaco abortivo ma un contraccettivo d’emergenza e francamente non capisco se questo lo faccia solo per meri fini ideologici o per altri fini. Fa notare il Corriere come dietro a questi farmaci che sono veri e propri pesticidi umani in quanto non curano nessuna malattia ma sopprimono la Vita concepita, ci sia un giro di affari enorme, infatti se si calcola ad esempio che solo in Italia sono state vendute nel 2016   200.507 pillole dei cinque giorni dopo e che ogni pillola è stata pagata 26,90 euro, si può vedere come per la casa farmaceutica produttrice ci sia stato un guadagno di ben 5.393.638 euro e questo solo in un anno e solo per un tipo di pillola. Verrebbe da chiedersi chi ha tratto guadagno dal togliere l’obbligo di ricetta medica per l’acquisto in farmacia di questi pesticidi umani che hanno tal altro molti effetti collaterali, si perché questa sciagurata decisione ha fatto sì che le vendite delle pillole abortive sono aumentate enormemente, verrebbe da chiedersi: perché questo accanimento contro la Vita concepita?  Un altro dato fuorviante è la presunta diminuzione degli aborti che è andata in parallelo con l’aumento delle vendite delle pillole abortive dei tre giorni dopo e dei cinque giorni dopo: una ogni 2 minuti, 365 mila ogni anno. Se la diminuzione degli aborti c’è stata non è di certo per l’aumento delle suddette pillole abortive ma per il fatto che sono diminuite di molto le nascite e se quindi si mette a confronto il numero degli aborti rispetto al numero delle nascite si può osservare come gli aborti al posto di essere diminuiti sono invece aumentati. Inoltre se si sommano agli aborti chirurgici e a quelli chimici effettuati con la pillola RU 486 i micro aborti causati dalle Spirali, dalle pillole del giorno dopo e dei cinque giorni dopo, i numeri si alzano a dismisura. Finisco citando una frase di Bonhoeffer che dice “Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini”. Questa frase dovrebbe scuotere le nostre coscienze intorpidite ammonendoci che i bambini nel seno materno non si toccano, anzi spetta a tutti noi difenderli, quindi finiamola di trovare sempre nuovi e più sofisticati mezzi per sopprimere chi è chiamato dopo di noi a venire alla luce e ricominciamo a parlare di Vita, quella vita che ricordo al Corriere della sera inizia dal concepimento e che nessuno ha il diritto di sopprimere.


Celsi Giorgio   Presidente Associazione "Ora et Labora in Difesa della Vita"
per info 3467035866

«Difendi la Vita, rinascerà la Speranza»
http://www.oraetlaboraindifesadellavita.org/
https://www.facebook.com/giorgio.celsi
ti preghiamo di diffondere fra i tuoi contatti le iniziative di "ORA et LABORA in Difesa della Vita" a difesa della vita dal concepimento alla morte naturale

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