Rassegna stampa etica

I dati di un rapporto di Save the children. Un bambino su 5 nel mondo vive in mezzo alla guerra

rifugiati medio orienteUn minore su 5, pari a 420 milioni di bambine e bambini vive attualmente in aree di conflitto. Un numero in crescita di 30 milioni rispetto al 2016. Solo nel 2017 sono stati bombardati oltre 1400 edifici scolastici: nelle aree di conflitto, l’istruzione è uno dei principali diritti negati all’infanzia e sono 27 milioni i bambini sfollati a causa delle guerre a non avere più accesso all’educazione. I dati sono evidenziati in un dossier diffuso dall’organizzazione Save the children, che in occasione del suo centenario lancia la campagna “Stop alla guerra sui bambini”.
Nel 2017, dunque, sono oltre 10 mila i bambini che sono rimasti uccisi o mutilati a causa di bombardamenti, mentre si stima che almeno 100 mila neonati perdano la vita ogni anno per cause dirette e indirette delle guerre, come malattie e malnutrizione. Nel solo 2017 si sono registrati oltre 1400 episodi di bombardamenti sulle scuole. In Yemen, su un totale di 16.000 istituti scolastici, alla fine del 2017 almeno 256 sono stati totalmente distrutti a causa di bombardamenti aerei, 1413 parzialmente danneggiati e 686 trasformati in abitazione dalle migliaia di persone sfollate. Nel paese sono più di 2 milioni i bambini fuori dal sistema educativo e due terzi degli insegnanti non hanno ricevuto uno stipendio regolare negli ultimi 2 anni. Un dato non dissimile da quello della Siria, dove 2,1 milioni i bambini sono fuori dal sistema scolastico. Stessa sorte per paesi dove prevale l’azione sul terreno di gruppi armati: in Sud Sudan, il 30 per cento delle scuole è stato danneggiato, distrutto, o costretto alla chiusura lasciando 2,2 milioni di bambini fuori dal sistema scolastico; nella Repubblica Democratica del Congo, in un conflitto lungo più di 20 anni, 1,9 milioni di bambini e bambine in età scolare non vanno più a scuola.

© Osservatore Romano - 15 maggio 2019