Rassegna stampa etica

Formidabile sfida

viaggio papa Irlandadi KEVIN JOSEPH FARRELL *

Il Papa sta arrivando a Dublino per il nono Incontro mondiale delle famiglie. Grazie! Benvenuto a «colui che viene nel nome del Signore»! L’incontro di Dublino è “mondiale” perché i partecipanti, le delegazioni ufficiali delle circa 140 nazioni e le numerosissime famiglie provengono dai cinque continenti; è “mondiale” p erché rappresentano tutte le famiglie del mondo, le tengono nel cuore, nel pensiero, nella preghiera. Tutte: le famiglie credenti e quelle non credenti, quelle unite e quelle divise, quelle felici e quelle in sofferenza. Il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita è profondamente grato a tutta la Chiesa irlandese per aver accettato il peso della preparazione e dell’organizzazione di questo appuntamento a servizio della Chiesa tutta.
E vuole rivolgere un saluto ai cardinali, ai vescovi, alle delegazioni ufficiali dei vari paesi, ai sacerdoti, alle famiglie, ai relatori e a tutti i partecipanti, soprattutto a coloro che vengono da lontano. Vogliamo ringraziare inoltre le istituzioni civili che in vario modo hanno offerto collaborazione per questo evento ecclesiale. «Il Vangelo della famiglia: gioia per il mondo» è il tema scelto dal Papa per questo incontro, come ideale prosieguo dell’esortazione Amoris laetitia , un documento che disegna una formidabile responsabilità pastorale. Il tono dominante vuole essere quello della gioia perché, nonostante i pericoli e le crisi che minacciano oggi la famiglia, il Vangelo offre un messaggio di speranza e di gioia. Il grande grazie a Francesco è perché viene ad annunciare questo “vangelo della famiglia” e a far festa con tante famiglie qui a Dublino e con le famiglie di tutto il mondo. La sua presenza possa attrarre l’attenzione dei media e delle istituzioni sulla famiglia; soprattutto dia fiducia e coraggio, perché il Pontefice è un autentico testimone di quanto la famiglia stia a cuore alla Chiesa, anzi a Dio stesso. L’attenzione del Papa in Am o ris laetitia , l’esortazione apostolica sulla quale è stato disegnato l’intero incontro di Dublino — il congresso e la festa delle famiglie — si concentra soprattutto sul tema del vero amore coniugale e familiare alla luce del Vangelo, dell’esperienza e della riflessione razionale; l’amore inteso come la dedizione al bene dell’altro, l’amicizia totalizzante che include l’affetto, la tenerezza, il desiderio, la passione, il piacere dato e ricevuto. Questo amore ha bisogno di maturare, a livello umano e cristiano, in un cammino prolungato nel tempo, curando l’educazione dell’intelligenza, della volontà, dei desideri, degli affetti, della sessualità, cercando di acquisire convinzioni e atteggiamenti conformi al vero bene, alle norme etiche che ne esprimono le esigenze, alla grazia sacramentale del matrimonio. Per la Chiesa tutto questo rappresenta una formidabile sfida perché si tratta di dar vita a una pastorale dell’accompagnamento, paziente, perseverante, imperniata sulle relazioni e la vicinanza personale, rivolta alla formazione delle coscienze, attenta a proporre sia la bellezza e i valori del dono sia le norme e i doveri. Infine, ma è l’elemento decisivo, vi è la necessità di responsabilizzare le famiglie cristiane come principali soggetti di evangelizzazione, affinché nelle parrocchie, nei gruppi e nelle associazioni possa realizzarsi una pastorale di accompagnamento capace di raggiungere persone di ogni età e condizione: bambini, giovani, fidanzati, coppie di sposi, situazioni di crisi, secondo l’efficace espressione utilizzata da Papa Francesco in un discorso al tribunale della Rota romana (21 gennaio 2017), quando auspicava la realizzazione, «in una opportuna sinergia fra sacerdoti e coppie di sposi», di efficaci «itinerari di preparazione al sacramento del matrimonio» come «un nuovo catecumenato». Siamo consapevoli che la famiglia è un’esperienza universale nella storia del genere umano, con una struttura permanente, costituita dalla relazione tra un uomo e una donna e dal rapporto tra le due generazioni, i genitori e i figli. Anche oggi le indagini statistiche dicono che la famiglia, costituita da una coppia stabile con figli, è al primo posto nelle aspirazioni dei giovani. Già il congresso teologico-pastorale di questi giorni ha permesso di entrare — con le tante relazioni, tavole rotonde, esperienze e dibattiti — nel vissuto concreto della gente e di ascoltare le voci dal mondo intero. Anche la festa delle testimonianze mostrerà, con altrettanta efficacia, pur attraverso le sofferenze e le preoccupazioni, le gioie e le speranze delle famiglie. Sono irlandese per nascita e so quanto è forte il radicamento della fede cristiana nella vita di ogni giorno. Molti conoscono l’espressione del cardinale Tomás Ó Fiaich (1923-1990), il quale paragonò i fedeli laici a un «gigante addormentato» che deve svegliarsi. Io lo penso e lo vedo nel futuro delle famiglie, in Irlanda e nella Chiesa universale. Insieme ai tanti cattolici irlandesi e a nome di tutte le famiglie venute a Dublino in rappresentanza di quelle di tutto il mondo, diamo il benvenuto a Papa Francesco: Céad Míle Fáilte .

*Prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita

© Osservatore Romano 25 agosto 2018

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