accoglienza 2BRUXELLES , 3. Una lettera pastorale eloquentemente intitolata «Amoris laetitia» è stata inviata a tutti i sacerdoti, diaconi, animatori e animatrici pastorali dai vescovi del Belgio. «Dopo i due sinodi sulla famiglia nel 2014 e nel 2015 — esordiscono i presuli nel documento — il Papa ha rielaborato tutti i dati nella sua esortazione apostolica Amoris laetitia. È in occasione di questa esortazione che vi inviamo questa lettera» . Per i vescovi il testo del Pontefice «è stimolante e impegnativo e mette in evidenza le sfide di oggi. È con una grande capacità di coinvolgimento che Francesco parla del matrimonio e della famiglia, della genitorialità e dell’istruzione, della felicità e della fragilità e, soprattutto, dell’amore. Il quarto capitolo — aggiungono i vescovi — è particolarmente bello».
Il capitolo su “L’amore nel matrimonio”, si ricorda, prende le mosse dall’inno alla carità di san Paolo, sul quale il Papa «intende porre le basi dell’intera pastorale familiare». I vescovi riconoscono come, fin dal primo capitolo, Bergoglio intenda evidenziare tutta la gioia e la felicità insita nell’amore umano, che non può «diventare una mera difesa di una dottrina fredda e senza vita». Nella lettera si sottolinea come l’ Amoris laetitia spieghi perché il matrimonio e la famiglia sono così preziosi e perché la Chiesa vi ha dato sempre tanta importanza. «Il matrimonio è un sacramento: un segno visibile dell’amore e della fedeltà di Dio. Un segno anche, secondo il pensiero di Paolo, del legame d’amore tra Cristo e la sua Chiesa. La famiglia è il primo luogo dove gli esseri umani imparano cosa vuol dire vivere e soprattutto cosa vuol dire vivere insieme. Questo — aggiungono i vescovi — è il motivo per cui il matrimonio e la famiglia sono così importanti per la vita nella società». Pertanto, «la nostra missione è quella di riscoprire il valore del matrimonio e di sostenere veramente le persone sposate. La gioia dell’a m o re : questo è ciò che propone prima di tutto il Papa nella sua esortazione». Da pastori, i vescovi del Belgio si pongono poi una domanda: «Come possono le idee e gli impulsi dell’ Amoris laetitia d i v e n t a re fecondi per la Chiesa della nostra nazione?». È un interrogativo che i presuli rivolgono in maniera chiara anche a tutti gli operatori pastorali nella logica di una corresponsabilità. In particolare, è nelle intenzioni dell’episcopato focalizzare l’attenzione su alcuni nodi pastorali, come la preparazione al matrimonio, l’accompagnamento delle coppie e delle famiglie e l’atteggiamento di profondo rispetto nei confronti delle persone la cui relazione è andata in frantumi. «Il matrimonio — ribadiscono nella lettera pastorale di cinque pagine — è un impegno particolarmente bello, ma anche molto impegnativo. Le coppie dovrebbero essere consapevoli del reciproco impegno che devono mantenere». Pertanto, «è necessaria una buona preparazione al matrimonio. Oggi, non è più di moda essere cristiani, e neppure sposarsi e a maggior ragione sposarsi in chiesa con rito religioso. Per questo, quando una coppia desidera sposarsi con rito cristiano, dobbiamo accoglierla con gioia e riconoscenza». Tuttavia, secondo i presuli, occorre far comprendere ai neo-sposi il vero significato di una simile scelta, accompagnandoli e sostenendoli in ogni momento del loro percorso, e spiegando loro la bellezza e la ricchezza del matrimonio. «Così come esiste il catecumenato per preparare il battesimo di quanti intendono diventare cristiani, ci sarebbe bisogno di un catecumenato per il matrimonio»: forse non si può domandare un percorso così esigente, ma «una preparazione solida e intensa è quanto mai necessaria», al giorno d’oggi. Un cammino di formazione che non potrà essere unico per tutte le situazioni, ma che almeno comprenda tre momenti distinti e complementari: cosa significa essere cristiani oggi, il significato del matrimonio e di una famiglia cristiani, la preparazione della liturgia del matrimonio. Momenti essenziali che, dove è possibile, sarà quanto mai opportuno ampliare e arricchire con altri contenuti e iniziative complementari». Inoltre, i vescovi si dicono convinti che «questi tre momenti di formazione sono il minimo che può e deve essere chiesto ai futuri sposi». Dove è auspicabile e possibile, «non dobbiamo accontentarci del minimo, ma insistiamo sulla necessità di promuovere iniziative di arricchimento o incontri supplementari. Bisogna sempre tenere bene in mente che essere cristiani e sposarsi in chiesa non è più evidente nella nostra società di oggi. Come abbiamo detto in precedenza, la preparazione al matrimonio deve avere le caratteristiche di un vero e proprio catecumenato, una sorta di cammino di approfondimento della fede». Infine, i presuli ricordano il cammino di speranza e di fiducia indicato da Papa Francesco. «E questo non solo nei confronti del matrimonio e della famiglia, ma a più ampio raggio nei confronti della nostra stessa presenza e della missione della Chiesa nella società e nel mondo di oggi. Il Vangelo — conclude la lettera pastorale — è fonte di gioia e annunciarlo deve rappresentare la nostra gioia più grande che dobbiamo condividere con quanti incontriamo».

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 4 giugno 2017

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