Rassegna stampa etica

DdL Zan, per qualcuno è già applicato

massimo battaglioPer conoscere e capire come molti attivisti con omoaffettività (e non solo) la pensano sul DdL Zan, non per stigma

Il sig. Massimo Battaglio è un attivista legato alla corrente LGBT, molto influente, scrive sul portale Progetto Gionata (povera Sacra Scrittura e poveri Davide e Gionata) e cerca il dialogo a modo suo, con la Chiesa.

Ha certamente un pregio: dice quello che pensa. È importante, ai fini conoscitivi, vedere cosa dice questa persona riguardo la preghiera di Lizzano e la legge contro l’omofobia (concetto fumoso e ambiguo nato dall’interno delle persone con omo-affettività, inventato a tavolino per giustificar-si). Su Lizzano ci siamo già espressi in merito al comunicato del sindaco.

 

Ormai non si nasconde più neanche le intenzioni primarie del DdL Zan. Evidentemente determinate persone sono convinte di avere la legge in tasca e, nelle loro dichiarazioni estemporanee, ne svelano le finalità.
Dice infatti la senatrice Alessandra Maiorino del Movimento Cinque Stelle:
“Il testo non va toccato, saremo compatti.. Avendo inserito il reato di incitamento all'odio, lì prendiamo tutto" Vd qui.maiorino


Chiarificatrice la apodittica dichiarazione finale che si può leggere sul post pubblico del sig. Battaglio: “Fateli pure, i vostri rosari blasfemi. Saranno gli ultimi”.
Con buona pace del Concordato e prima ancora dei fatti avvenuti che non avevano assolutamente intenzione e modalità di essere "contro qualcuno". Anzi proprio di essere a favore anche delle persone con omo-affettività.

Perché accade questo? Perché questa reazione?

Ci si dimentica che queste persone, questi attivisti hanno un solo dogma: l'omofobia interiorizzata.
Propria ed altrui. Su cui per ora non mi dilungo.
Tuttavia qualche timida e pacata riflessione la fa ancora qualcuno che pensa, persino dal Partito Democratico, (vd qui).

Le ideologie costruite a tavolino hanno i loro postulati che sempre piegano il reale a deformazioni dell’umano. E fanno delle vere e proprie stragi. Sia a chi le pianifica e le sostiene, sia verso chi non la pensa come loro, sia nel tessuto sociale. Sono l'espressione più anti-democratica, per metodo e per sostanza, che si possa attuare.

Questa è la loro "lieta novella" che, evidentemente, va smascherata. La Chiesa (per loro) è un luogo colmo di questa ipocrisia, anche non coscientizzata e che dunque va ri-educata. Tutta.

Non ci si faccia illusioni con tentativi sbagliati, per sostanza e per metodo, di dialogo. Il dialogo deve essere calibrato per il Bene e non per negare il Bene stesso, la Verità sull'uomo, la sua vocazione e la sua finalità. Altrimenti siamo complici e collusi di un male, incapaci di pagare il prezzo della testimonianza che abbraccia ogni persona, anche le persone con omo-affettività.

Per tali attivisti, e la loro predisposizione, l'omo-sensibilità è dunque una neo-religione creata a tavolino con il solo unico scopo (ovviamente negato a sé e in sé) di alleggerire il "senso di colpa" davanti ad una ferita.
Questo a noi dispiace molto, veramente tanto, come ho scritto numerose volte, perché, in definitiva nessuno, ma proprio nessuno riesce a voler bene a questi fratelli e a queste sorelle senza assecondare le isterie, i comportamenti inadeguati, le deformazioni ideologiche.
Per loro il DdL Zan assume valenza simbolica sacra. Garantisce l'autostima.
Da qui la virulenza verso chi vi si oppone, anche lecitamente, civilmente, correttamente.

E in questo sono veicolati e sostenuti da persone senza criterio (e formazione ed integrità) del Partito Democratico e da gran parte del Movimento Cinque Stelle. Con l'aiuto in esterno di qualcuno del centro-destra. Tuttavia, su questo tema, il Movimento Cinque Stelle si muove sostanzialmente come un corpo unico e schierato pensando di fare una battaglia di civiltà.
Senza avere i mezzi formativi, metafisici e costituzionali, per essere civili. La vanità corrompe molti, anche chi è incensurato.

Per cui dialogo con ogni persona, sempre, ma sul DdL Zan non esiste alcun dialogo: è un progetto viziato e malato. Inemendabile.
Come, in parte, e con motivazione di peso, ha sostenuto Mirabelli sul giornale Avvenire (vd qui).

Di questa virulenza e di questa pericolosità ancora molti non ne sono coscienti fino in fondo, persino tra i pastori.
Gettare "ponti" è arte e non si risolve a slogan. Perché il punto non nega nel raccordo con l'altra riva la natura di far passare il vero, il bello e il buono.
Altrimenti, anche "gettare ponti" è vanità, e delle peggiori che illude entrambe le rive e non conduce alla bellezza.

Non è qui, in questo progetto di legge e in questa modalità, il bene delle persone con omo-affettività.

Ne parlerò ancora.

Paul Freeman


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