Rassegna stampa etica

DdL Zan narrativa mondana e lettura sapienziale

04 Mani in preghiera miniDon Antonello Iapicca

Celebro la messa e, nella preghiera dei fedeli, prego per i governanti d'Italia, facendo riferimento all'inizio dell'iter parlamentare del Ddl Zan. Prego perché il Signore illumini i parlamentari, blocchi questa legge iniqua e foriera di gravi, profondi e duraturi danni per la società italiana, per le nuove generazioni, e per la libertà della Chiesa.
Terminata la messa, viene in sacrestia una signora che mi chiede, preoccupata, delucidazioni sulla questione, soprattutto se qualcosa è in pericolo per la Chiesa. Questo mi dà occasione di spiegarle di che cosa si tratta e delle conseguenze per la libertà di annunciare il Vangelo, di educare alla verità, di trasmettere la fede al catechismo, nella catechesi per giovani e adulti, in famiglia.
Dell'indottrinamento gender nelle scuole e del cambio radicale che questa legge produrrà nella società, nella cultura e nella mentalità in Italia.
La signora, basita, mi dice che non se sapeva nulla, che per quanto aveva sentito e capito dalla televisione, era una leggina sulla difesa di chi è discriminato, della donna. Le rispondo che, purtroppo, con la scusa del Coronavirus e il conseguente martellamento mediatico stanno, ad arte, nascondendo ai cittadini questa nefandezza. La narrativa ufficiale circa il Ddl Zan sui sui media di regime è già di per sé fuorviante e falsa; metteteci la scarsa rilevanza riservata e l'artiglieria propagandistica di film, shows, fiction, canzoni e notizie fake costruite per lavare il cervello, e le cronache, pochissime e menzognere sulle manifestazioni di dissenso, e il gioco è fatto.
Chissà quante persone come la signora che ho incontrato oggi sono all'oscuro dello tsunami che sta per colpire l'Italia. Chissà quante persone, che se informate correttamente costituirebbero la maggioranza assoluta nel Paese, potrebbero dissentire, e poi decidere a chi dare fiducia quando sarà possibile. Oltre al Ddl Zan in sé la grande battaglia da dare eè sulla sensibilizzazione e la comunicazione veritiera su ciò che sta accadendo.
Forse è già tardi, di sicuro, se lo spettro del Coronavirus non ci avesse ipnotizzato in modo così invasivo, avremmo dovuto fare molto di più, nelle parrocchie e non solo, con le persone, leggere e commentare il Comunicato della Cei ad esempio, e spiegare a tutti la gravità di questo abominio.

Ora è il tempo della preghiera incessante, mentre annunciamo la Verità per quanto ci è possibile, in spiaggia, al mercato, ovunque, senza paura, confidando nel Signore che, comunque vada, conduce la storia, e, a suo tempo, "rende vani i progetti dei popoli" (Sl. 32,10).
Non sappiamo se vorrà bloccare il Ddl Zan, forse no, forse attende che la misura sia colma.
Ma noi siamo sereni perché sappiamo con certezza che "tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" (Rm. 8,28): da quando la Croce è divenuta albero di salvezza e porta dischiusa sul Cielo, nulla è più definitivo, ogni deserto può diventare un giardino.
Fatta salva la libertà di ciascuno di perseverare nel male e dannarsi.
E che anche questa zampata del demonio è un'occasione per tutti noi di annunciare il Vangelo della Vita, l'amore di Dio e la Verità sull'uomo, la bellezza del suo disegno sulla famiglia, sulla sessualità, sulla persona nella sua integralità. Senza moralismi e giudizi, con dolcezza e fermezza, per svelare le trame occulte del demonio nella luce della vittoria di Cristo sul peccato e la morte.

Giovedì della XXVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Teresa di Gesù Bambino, O.C. Dr. della Chiesa (1873-1897)

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